mausoleo_affileAffile 23 set- Lunedi 21 settembre si è aperto il processo contro il sindaco di Affile, Ercole Viri, e due assessori della giunta. Il processo è nato dalla denuncia dell’ANPI nel 2012 e vede il sindaco e i due assessori accusati di aver fatto erigere nel proprio comune un monumento a Rodolfo Graziani.

Nato a Filettino, paese in provincia di Frosinone, Graziani passò tutta la sua giovinezza ad Affile, piccolo paese della provincia di Roma e paese d’origine dei suo avi paterni. Prese parte ad entrambe le guerre mondiali e fu uno degli artefici della conquista della Libia e dell’Etiopia, grazie anche alle sue capacità militari.

Eretto l’11 agosto 2012 nel parco di Radimonte, con fondi pubblici provenienti dalla regione Lazio poi sospesi da Zingaretti, il mausoleo per una delle figure di spicco del Fascismo ha creato da subito scompiglio. Dalle scritte offensive sul monumeto alla miriade di sterili polemiche che hanno portato addirittura i comuni di Carrara, Stazzema e Marzabotto a costituirsi parte civile.

Il presidente dell’ANPI, davanti al tribunale di Tivoli ha commentato con un “oggi è un giorno importante e…” non finendo la frase, quasi per paura che le sue parole potessero provocare qualche reazione. Dopo attimi di esitazione ha continuato affermando che vorrebbe dedicare il mausoleo ai partigiani.

L’udienza è durata pochi minuti. Il giudice difatti ha accolto la richiesta dell’avvocato difensore, disponendo il rito abbreviato, che si terrà il 12 febbraio 2016. In quella data si deciderà se il mausoleo dedicato a Graziani è un oltraggio alla storia italiana (come afferma l’ANPI) oppure un omaggio a chi ha contribuito a creare l’Impero d’Italia.

Nel sito del comune di Affile si leggono queste parole, che più di tutto spiegano il perché del mausoleo : “Graziani seppe indirizzare ogni suo agire al bene per la Patria attraverso l’inflessibile rigore morale e la puntigliosa fedeltà al dovere di soldato che lo contraddistinsero dall’appartenere alla schiera degli ignobili o alla nutrita categoria dei tanti che perseguirono solo la logica dell’interesse personale.[…]  Le sue spoglie mortali, trasportate ad Affile tra un’immensa folla di gente, riposano nella tomba del cimitero vecchio, assieme ai suoi familiari, forse troppo dimenticato, come dimenticato fu durante la vita nonostante l’esistenza intera spesa per il bene e la grandezza della Patria”.

Federico Rapini

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