Genova, 22 feb – Tartassati, dimenticati da tutti, privati dei diritti, relegati ai margini, quando non completamente estromessi dalla vita dei figli. Nei dormitori, alle mense aumentano incessantemente quegli uomini separati ridotti in povertà, che avendo ceduto all’ex-coniuge la casa di proprietà ed essendo costretti a versare gli assegni di mantenimento, si ritrovano senza un tetto sopra la testa. Svariate associazioni si battono per fornire un’abitazione a quei padri che, trovandosi in queste condizioni, sono impossibilitati anche ad avere una vita di relazione coi figli, non avendo opportunità di ospitarli.

Priorità ai padri separati

Ora, almeno nel comune di Genova, sembra muoversi qualcosa. L’Azienda Regionale per l’Edilizia della Provincia di Genova (Arte) annunciato il progetto di destinare trenta alloggi a canone agevolato a genitori divorziati, considerando prioritari nella graduatoria i padri separati o divorziati. L’iniziativa è stata anticipata da Paolo Gallo, dirigente di Arte Genova. Gli appartamenti sono già arredati e ristrutturati o da poco realizzati con l’aiuto di fondi regionali, nazionali e in parte dalla stessa Arte; si collocano in diversi quartieri della città, da Quarto Alta al Cep passando per Valpolcevera e Valbisagno. L’affitto dovrebbe partire da circa 150 euro mensili: il bando sarà online sul sito di Arte Genova a inizio marzo. L’assessore allo Sviluppo Economico, Pietro Piciocchi, ha annunciato lo stanziamento di 6,5 milioni di fondi governativi che saranno utilizzati per la costruzione di quartieri di edilizia residenziale pubblica e che si aggiungono ai 5 stanziati nell’ultimo bilancio. Saranno quindi, in totale, 386 alloggi popolari pronti per la vendita, con prezzi a partire da 40mila euro.

Cristina Gauri

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