andrea alongi videoParma, 10 lug – Sembra uscito da un film comico italiano anni ’80, di quelli che hanno fatto la storia. E invece è tutto vero. Lui si chiama Andrea Alongi, giovane parmigiano coinvolto suo malgrado nei fatti che portarono, nel 2008, al pestaggio di Emmanuel Bonsu, giovane ghanese tratto in arresto dalla polizia municipale di Parma in quanto sospettato di essere un palo degli spacciatori.

Alongi è sentito come testimone nell’ambito dell’inchiesta che vede alla sbarra gli agenti dei vigili urbani, in quanto anch’egli fermato nella stessa operazione appena dopo essersi “rifornito”. Decisamente a disagio, probabilmente non abituato al rito processuale, alcuni spezzoni della deposizione del giovane (raccolta dalla trasmissione “Un giorno in pretura”) stanno diventando virali. La confusione di Alongi è a tratti irriverente, sforando nell’ilarità come quando, a domanda del pubblico ministero sulla nazionalità dello spacciatore da cui aveva comprato dell’hashish (“del fumo, cinque euro dai, due canne”, spiega), risponde spaziando per metà costa sud-est del mediterraneo dicendo che si trattava di “un ragazzo tunisino, palestinese va beh..da un marocchino“. Subito dopo l’acquisto arriva la polizia municipale, la quale secondo Alongi si presenza genericamente come “polizia”, dandogli così l’impressione che si tratti della squadra mobile. D’altronde, spiega il teste, della municipale non c’era bisogno di aver paura dato che “cioè, la municipale fa le multe, dai“. Fermato dagli agenti, viene caricato su una macchina di servizio “una bella da dio, una Ma, una Maz, Magm..una Mazda”.

Segue il racconto di ciò che succede dopo, fino a quello che è probabilmente l’apice di tutto l’interrogatorio. A partire dalla ricostruzione degli eventi, con Alongi che si improvvisa anche critico di moda e cinematografico, illustrando anzitutto ciò che gli permette, a suo dire, di riconoscere uno spacciatore: “le nike, i bei vestiti, cappellino, giacca dell’adidas, cioé vestiti da fighe..va beh, si vede dai”. Quando la parola passa alla difesa, eccolo poi smontare la teoria del palo: “cioè, troppi film americani, il palo? Cioè lì entri, prendi il fumo e vai”, spiega come fosse la cosa più naturale del mondo. L’avvocato osserva che a questo punto deve fargli una contestazione: “Eh va che dò bali“, lo interrompe Alongi, visibilmente scocciato, suscitando le ire del difensore e prendendosi anche una ramanzina dal giudice.

https://www.youtube.com/watch?v=jbFbC7sGRN8

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