Roma, 15 giu – La camminata svelta, lo sguardo basso, i flash dei fotografi che le illuminano il viso che tenta di proteggere con le mani. Amanda Knox, 32 anni a luglio, è atterrata giovedì mattina all’aeroporto di Linate insieme al fidanzato, la mamma e i suoi avvocati.

La Knox al festival della giustizia

La giovane americana, dribblato il muro di giornalisti e fotoreporter che assediavano lo scalo aeroportuale, è partita in auto verso Modena dove oggi è previsto il suo intervento al Forum Monzani in occasione del Festival della Giustizia penale. Il tema del suo discorso è incentrato sugli effetti nefasti dei media nei procedimenti penali.


Già nella giornata di ieri, la Knox ha presenziato ad alcuni incontri che compongono l’agenda della manifestazione che dedica uno speciale approfondimento agli errori giudiziari. Seduta in platea, stringendo la mando del suo compagno, Christopher Robinson, non è riuscita a trattenere le lacrime quando Peter Pringle, detenuto per 14 anni nel braccio della morte in Irlanda e poi assolto dal reato di omicidio, ha raccontato la sua storia. Asciugandosi gli occhi con un fazzoletto bianco la giovane, molto probabilmente, è tornata con la mente indietro nel tempo, quando, insieme al fidanzato Raffaele Sollecito, è stata ritenuta colpevole dell’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto la sera del 1° novembre 2007 a Perugia.

«Torno in Italia da donna libera», così aveva scritto la giovane di Seattle su Twitter qualche giorno prima del suo viaggio di ritorno nel paese in cui ha scontato 4 anni e mezzo di carcerazione preventiva. Dopo la condanna in primo grado, infatti, la corte di Assise di Appello di Perugia, presieduta dal giudice Claudio Pratillo Hellmann, aveva assolto i due ex fidanzati con la formula di non aver commesso il fatto in data 3 ottobre 2011. Scarcerata, Amanda Knox, partì il giorno successivo per gli Stati Uniti. La sentenza della corte di Appello di Perugia subì, in seguito, vari ribaltamenti, fino a quando, il 27 marzo 2015, la quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione assolse definitivamente sia Amanda che Raffaele. Solo l’Ivoriano Rudy Guede è rimasto in carcere con la condanna passata in giudicato per omicidio in concorso con ignoti e violenza sessuale.

“Processo mediatico”

Camera Penale di Modena e Italy Innocent Project, entrambi organizzatori dell’evento, assicurano che Amanda Knox, nel suo intervento, non farà alcun riferimento in merito al suo processo penale; quello dell’ex studentessa sarà semplicemente il racconto di un’esperienza umana e di quanto i mass media possano condizionare l’opinione pubblica prima ancora che un Tribunale emetta la propria sentenza.

L’avvocato Guido Sola, presidente della Camera Penale presso il Tribunale di Modena, infatti, afferma: «L’abbiamo invitata perché è un classico esempio di processo mediatico, e le polemiche conseguite sono la plastica rappresentazione degli irreparabili danni che la mass-mediaticità del processo causa». Non appena giunta a Modena, intanto, Amanda, è stata costantemente protetta dagli addetti ai lavori del convegno: segreto l’albergo dove pernotta e i ristoranti in cui mangia, giornalisti tenuti lontano il più possibile.

Claudio Pratillo Hellmann, presidente – oggi in pensione – della Corte d’Assise d’Appello di Perugia che assolse Amanda, è ancora sicuro: «Quella sentenza ha contribuito a evitare un grande errore giudiziario». Buona parte del pubblico, in particolare italiano, tuttavia, nutre ancora dei dubbi sull’innocenza della ragazza e ciò non è dovuto solo ai polveroni mediatici. Lo scetticismo di un vasto numero di persone non può che essere comprensibile, in particolare, se si pensa agli errori commessi dagli investigatori, durante la fase delle indagini, che hanno portato all’insufficienza probatoria. Da lì l’accusa, considerato il contraddittorio quadro probatorio, per i giudici della quinta sezione penale della Cassazione non poteva considerarsi sorretta da indizi sufficienti. Non c’è da meravigliarsi quindi se Amanda Knox continui ad essere reputata da buona parte dell’opinione pubblica la fortunata ragazza americana che è riuscita a farla franca per il rotto della cuffia.

Alessandro Boccia

Commenti

commenti

7 Commenti

  1. Provate voi…. ei?? dico a voi morti di fame e senza una lira ,ad essere accusati di omicidio raccontare una marea di bugie contraddirsi dieci volte e accusare un innocente chiamato lumumba,gia’ e chiaro anche ad un bambino il motivo perche ” sia stato tirato in ballo questo povero vero innocente. Insomma auguratevi che non vi indaghino mai di omicidio che se solo raccontate un accenno di bugie dette da amanda e raffaele vi danno l’ergastolo immediatamente.Ma a loro stranamente e’ finita bene. Gli anni che amanda e raffaele si sono fatti in galera se li sono fatti per le bugie raccontate e quando e’ che uno racconta bugie?? qual’e” il motivo perche’ una persona innocente per davvero dovrebbe raccontare tante bugie??’ ma andiamo!!!!

  2. L’unico dhe racconto la verita’ e’ finito in galera. lumumba venne accusato per il semplice motivo che gli assassini scappando videro una persona di colore che non riconobbero in guede che stava uscendo dal cesso.Ma andiamo!!! Guede’ cancella le sue tracce uccide e lascia la cacca nel cesso? E poi simula un furto rompendo il vetro ah h ah a ma andiamo!!! In galeraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here