La Valletta, 30 giu – Dopo la decisione italiana di operare un giro di vite sui “salvataggi” nel Mediterraneo e a seguito della creazione di una SAR in Libia, adesso anche Malta gioca le sue carte. E chiude i propri porti alle navi delle Ong.

La decisione da parte del governo dell’isola è arrivata ieri: “In seguito ai recenti accadimenti dobbiamo accertare che le operazioni di queste navi siano conformi alle norme nazionali e internazionali, quindi non possiamo consentire che usino il porto per le loro operazioni”, spiega l’esecutivo in una nota.

Prima “vittima” della chiusura maltese è l’Ong Proactiva Open Arms, uno dei tanti taxi del mare assurti agli onori delle cronache in questi anni. La nave dell’organizzazione spagnola ha chiesto alle autorità di Malta e dell’Italia il permesso di entrare nelle acque territoriali per far rifornimento e cambiare equipaggio. La risposta è però stata negativa da parte di entrambi. Stesso discorso per quanto riguarda l’aero di Pilotes Volontaires, impegnato nelle operazioni di ricerca imbarcazioni, che non ha potuto rifornirsi nell’aeroporto dell’isola.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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