La prima parte dell’inchiesta[1] si è chiusa con il comunicato stampa del 12 agosto nel quale la Aquarius, di SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere, chiedeva ai Governi europei un porto di sbarco per i 141 migranti consegnati.

Nella stessa giornata, arriva tempestivamente la prima dichiarazione del Centro di Coordinamento Soccorsi di Roma che afferma che non concederà l’autorizzazione allo sbarco perché il salvataggio non è stato coordinato dall’Italia.

Il 12 agosto mentre fa rotta verso nord, ascoltando le segnalazioni della Guardia Costiera Libica sulla frequenza VHF del canale 16, la nave umanitaria incrocia un barchino di migranti partito dalla Tunisia.

I volontari della Aquarius si avvicinano a bordo di un gommone di salvataggio, con l’assenso del Centro Coordinamento dei Soccorsi Marittimi di Malta (MRCC), chiedendo agli 11 tunisini se avessero il desiderio di essere salvati. Questi ringraziano ma affermano di preferire il proseguimento della loro viaggio che li porterà a Lampedusa. I noti “sbarchi fantasma” che non si sono mai arrestati.

A questo punto, i volontari consegnano giubbotti di salvataggio, cibo e acqua, e monitorano la situazione fino a quando il barchino viene soccorso dalla Guardia Costiera italiana (ovviamente questa non è un’operazione di salvataggio visto che i migranti non versavano in stato di pericolo).

Una domanda è doverosa: perché la nostra Guardia Costiera continua ad operare in acque internazionali, trasbordando migranti, in netta antitesi con la posizione del Ministro degli Interni, Matteo Salvini, competente sul tema immigrazione?

Il 13 agosto, la Aquarius si mette letteralmente a cavalcioni sulla linea di confine tra la zona SAR italiana e quella maltese (punto equidistante dalle rispettive coste), non avendo ancora ricevuto istruzione riguardo al porto dove sbarcare i 141 migranti, che ora sembrano diventare prigionieri in ostaggio per pura pressione politica voluta da SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere. Sostanzialmente, le ONG vogliono imporre la loro agenda no border ai Governi, attraverso i migranti usati come arma di sensibilizzazione di massa.

Nel frattempo, sui social network vengono pubblicate le dichiarazioni dei Ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli, che parlano della responsabilità di Gibilterra, e quindi della Gran Bretagna, come Stato di bandiera dell’Aquarius.

Nel pomeriggio del 13 agosto, arriva un secco comunicato dalle autorità di Gibilterra: il 20 agosto, il territorio britannico d’oltremare ritirerà la sua bandiera alla nave Aquarius, in seguito alla richiesta di sospendere le attività di salvataggio per le quali non è mai registrata in territorio britannico. Infatti, si è scoperto che SOS Mediterranee ha registrato la licenza a Gibilterra solo per il pattugliamento.

Risulta comunque curioso che la Gran Bretagna si sia accorta solo in quel momento di questa anomalia nella registrazione della Aquarius, dopo più di due anni di “salvataggi”.

Le dichiarazioni di Salvini e Toninelli sicuramente avranno smosso le acque, così come è stato per il caso bandiera olandese e Lifeline, ONG ora indagata a Malta e con la nave posta sotto sequestro[2].

SOS Mediterranee denuncia subito “una manovra politica volta a ostacolare le operazioni di ricerca e salvataggio”.

Per questo motivo e per sollecitare i Governi europei in merito ad un porto di sbarco per i 141 migranti ancora a bordo della Aquarius, nel pomeriggio del 14 agosto, SOS Mediterranee organizza una conferenza stampa d’urgenza a Parigi, dove si avvicendano Sophie Beau e Frédéric Penard, rispettivamente cofondatrice e direttore delle operazioni della ONG, e Hassiba Hadj Sahraoui di Medici Senza Frontiere.

Una piccola parentesi: Frédéric Penard[3], prima di passare a SOS Mediterranee, è stato impiegato per ben 11 anni in diversi ruoli in un altra ONG francese, Médecins du Monde, partner esclusiva di Open Society Foundations di George Soros. Le solite “scatole cinesi” dello speculatore ungherese.

Curiosamente in serata a qualche ora dalla conferenza francese, dopo uno stretto giro di telefonate diplomatiche intercorse tra Emmanuel Macron, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk e Pedro Sanchez, coordinate da un tronfio premier maltese Joseph Muscat, la Aquarius ottiene l’autorizzazione allo sbarco a La Valletta.

L’accordo prevede che Malta sarà solo la base logistica e che la redistribuzione dei migranti spetterà a 5 Stati, ovvero Francia, Germania, Lussemburgo, Spagna e Portogallo.

Il 15 agosto, la Aquarius entra nel porto maltese di La Valletta, accolta dai festanti volontari dell’indagata ONG tedesca, Lifeline.

Stranamente, il transponder della Aquarius torna a funzionare proprio mentre questa fa rotta su Malta.

Terminate le operazioni di sbarco e dopo aver ringraziato le autorità maltesi (non si ricordano riconoscimenti simili all’Italia dopo i quasi 30.000 migranti sbarcati in Sicilia) , il 16 agosto, la Aquarius riparte da Malta alla volta di Marsiglia, su richiesta dell’armatore, “per chiarire rapidamente la situazione politica e amministrativa relativa alla bandiera di Gibilterra”.

Si è aperto un caso riguardante la redistribuzione dei migranti della Aquarius in Italia. Il Governo maltese, in un comunicato stampa, ha affermato che anche l’Italia si farà carico di una parte dei 141 migranti[4]. Finora nessuna conferma ufficiale dal Viminale.

Nel frattempo, la Aquarius promette “di tornare nella zona SAR il prima possibile”.

Francesca Totolo

[1] Aquarius, ecco come gli scafisti consegnano gli immigrati “a domicilio” (prima parte): https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/aquarius-ecco-come-gli-scafisti-consegnano-gli-immigrati-a-domicilio-prima-parte-91417/#comments

[2] Salvini: “La nave fuorilegge dell’Ong Lifeline è a Malta. Sarà sequestrata”: https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/salvini-la-nave-fuorilegge-dellong-lifeline-e-a-malta-sara-sequestrata-87900/

[3] Frédéric Penard, Linkedin:  https://www.linkedin.com/in/fr%C3%A9d%C3%A9ric-penard-36586b94/

[4] Italy joins redistribution initiative of MV Aquarius immigrants: https://gov.mt/en/Government/Press%20Releases/Pages/2018/August/15/pr181770.aspx

 

 

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Commenti

commenti

6 Commenti

  1. pregevolissimo pezzo della sempre bravissima Francesca Totolo;

    se posso permettermi; essendo queste ONG mosse da motivi ovviamente ed assolutamente economici,già il fatto di aver messo loro mille paletti tra le…eliche significa aver ridotto il loro business in rosso irreversibile;

    il problema invece più importante rimane quello dei signorini della Guardia Costiera che per non vedere svanire di colpo straordinari ed indennità di missione stanno di fatto SABOTANDO le direttive di un Governo legittimo,fino a ridursi nella pietosa condizione di fatto di ONG con stellette.

    comunque,per avere una prova del nove su come parte delle nostre FFAA si siano ridotte al rango di GAIE crocerossine,basterebbe guardare il video di propaganda-reclutamento (NB UFFICIALE) postato dalla Marina Militare qualche tempo fa dal titolo “happy”, con tanto di pizzaiolo armato di pala prendi-pizze..

    • Ecco.perfetto Blackwater lo stavo per scrivere.
      Ma come si permettono i signorini con stellette dire che loro obbediranno sempre e solo ai diritti internazional per il salvataggio dei naufraghi? Peraltro muovendosi al di fuori dalla nistra SAR e spingendisi oltre non ottemperando cosí alle dispisizioni dell’attuale Viminale? Oltretutto mettendo alla berlina il nostro paese nei confronti dell’Europa come se ce ne fosse ulteriore bisogno

  2. Ecco perfetto Blachwater lo stavo per scrivere.
    Ma come si permettono i signorini con stellette dire che loro obbediranno sempre e solo ai diritti internazional per il salvataggio dei naufraghi? Peraltro muovendosi al di fuori dalla nistra SAR e spingendisi oltre non ottemperando cosí alle dispisizioni dell’attuale Viminale? Oltretutto mettendo alka berlina il nostro paese nei confronti dell’Europa come se ce ne fosse ulteriore bisogno

    • c’è una aggravante poi,gentile Gabriella;

      tutte le aree SAR di competenza Italiana sono suddivise ed organizzate per garantire al meglio i soccorsi a chi si trova veramente in difficoltà (come putroppo successo per la Moby Prince o la Costa Concordia);

      quando il marinaretto accoglione porta la NOSTRA imbarcazione SAR fuori dall’area a questa assegnata mette ad alto rischio le operazioni di soccorso proprio nei nostri mari—-sarebbe come se il direttore della ASL – che so – di Viterbo mandasse le ambulanze – sua sponte – ad Aosta per operazioni di soccorso sguarnendo così la zona di Viterbo; con una grande differenza spesso dimenticata: per mare si naviga pianissimo,i 50 km/h di un motorino in miglia nautiche sono già una elevata velocità tra le onde,cosa non secondaria quando i tempi di intervento hanno i minuti contati,a meno di non riuscire a galleggiare e a resistere per 48 ore di seguito, così come recentemente raccontato da una ONG ai propri fans rossomagliettati.

  3. Spetta a Salvini e a Conte richiamare all’Ordine la Guardia Costiera e le altre unità. Il diritto internazionale è lo stesso per capitaneria e Salvini, la differenza è che quest’ultimo ha autorità sulla prima non viceversa. Anche in questo caso Salvini sconta del dilettantismo che dovrà risolvere per potere affrontare in modo definitivo la questione del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

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