Roma, 9 apr – Un tweet di Asia Argento rilancia la sacra alleanza con Laura Boldrini: «In Italia ci hanno elette nemiche numero 1 perché dalla parte delle donne, della pace, la verità, le minoranze e gli immigrati. Promotrici di un cambiamento culturale: la parità di genere. L’odio sistematico del patriarcato invece di distruggerci ci ha unite e rafforzate». Un vero e proprio “asse del Bene”, che si traduce nel sostegno incondizionato a tutte le battaglia del politicamente corretto, dal femminismo all’immigrazionismo più intransigente.


Un amore, quello tra Asia Argento e la Boldrini, che era sbocciato lo scorso ottobre nel pieno dello scandalo Weinstein, in cui l’attrice era assurta a vittima principale (e poi inesorabile carnefice) del produttore hollywoodiano. La Boldrini fiutò l’affare e dalle colonne del Corriere della Sera lanciò il suo messaggio d’amore alla Argento, che minacciava di voler lasciare il Paese: «Devi rimanere in Italia per rafforzare la solidarietà tra donne. Asia non mollare». Secondo l’ex presidente della Camera, infatti, l’attrice «non deve arrendersi. Anzi è il momento di fare squadra tra le donne. Ognuno lo può fare nel proprio ambito, nello spettacolo, come nella politica».
Adesso le due pasionarie del femminismo radicale voleranno a New York per partecipare al summit Women in the world («Donne nel mondo»). Davanti a una platea composta da facoltose compagne di battaglia, Boldrini e Asia Argento parleranno della cosiddetta “anomalia italiana”, ossia del perché una campagna come #MeToo non abbia riscosso il successo sperato in un’Italia culturalmente arretrata e patriarcale. Insomma, il solito minestrone condito a base di femminismo piagnone e luoghi comuni antinazionali. Anche perché l’unica «anomalia» in questo circo dell’androfobia montante non è rappresentata tanto dall’Italia, quanto invece dalla Francia, dove la celebre attrice Catherine Deneuve ha attaccato il movimento #MeToo e incassato il sostegno di quelle donne dello spettacolo che non ci stanno a questa criminalizzazione surreale del maschio. Vive la France!
Gauri Cristina

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

10 Commenti

  1. Parità??? Due ricche ipocrite che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro……..nullafacenti e profondamente razziste contro gli italiani che non la pensano come loro,ai margini della politica,rappresentano lo 0,00% ,le vere donne Italiane sono ben altro. Auguri.

  2. Nazifemministe che odiano qualsiasi uomo, i loro padri compresi, contro gli stessi Italiani! volete distruggere ciò che rimane della famiglia e dell’Italia..

  3. Davvero libere & uguali! Libere di nuocere & uguali nel volerlo fare! Dopodiché si chiuderanno nelle loro fortificate dimore con infissi blindati & guardie armate, (per almeno una di loro le guardie saranno, probabilmente, a carico del contribuente), e lasceranno tante altre povere donne incolpevoli a fare la fine della ciociara…

  4. La parità.. la parità… poi però vogliono solo ruoli di potere e comando o le agevolazioni più svariate, non le vediamo mai queste femministe sgomitare per lavorare in un cantiere, in una miniera oppure in altri lavori realmente pericolosi e in cui serva forza e resistenza fisica…no..loro vanno al comando e gli uomini sfruttati fanno i lavori più pericolosi e stressanti..inoltre le morti sul lavoro sono al 90€ maschili ma nessuno dice niente…meditiamo e fermiamo questa pazzia femminista.

  5. Ad oggi primi mesi 2018,oltre 150 morti sul lavoro e tutti maschi…peggio che in guerra. Queste ritardate mentali cosa vogliono?!

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