Roma, 11 set – In Italia, secondo quanto rilevato dall’Istat, la tendenza al suicidio tra i giovani è in calo. I numeri del fenomeno sono comunque impressionanti (200 decessi all’anno riguardano ragazzi sotto i 24 anni). Ma c’è un dato che desta preoccupazione ed è la tendenza, in crescita, all’autolesionismo tra gli adolescenti. Se ne è parlato diffusamente all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, che in occasione della Giornata mondiale di prevenzione del suicidio, ha promosso il convegno scientifico Bambini, adolescenti e suicidio: una nuova emergenza, presentando l’anteprime del documentario Tagli, edito da Discovery Italia.

“La malattia mentale – ha spiegato all’Agi la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc – è forse la condizione di maggiore fragilità che incontriamo nel nostro ospedale. I ragazzi con disturbi mentali vivono una situazione di estrema sofferenza, la loro difficoltà diventa quella della famiglia, che entra in crisi. I genitori si sentono responsabili e tendono a nascondere la realtà che stanno vivendo, schiacciati dallo stigma sociale. I tentativi di suicidio, gli atti di autolesionismo, più in generale i disturbi mentali tra giovani e giovanissimi sono temi delicati – ha aggiunto la Enoc – che invece vanno portati alla luce. Bisogna parlarne, con coraggio, per creare consapevolezza, come è stato fatto nel documentario Tagli. Lancio un appello affinché tutti, strutture sanitarie, istituzioni, famiglie, si impegnino per dare risposte a questo problema. Dobbiamo tutti fare di più”.


I dati sono allarmanti. All’ospedale pediatrico capitolino i casi di urgenza in pronto soccorso “per ideazione e comportamento suicidario” si sono moltiplicate di 20 volte in 8 anni, passando dai 12 casi del 2011 ai 237 del 2018. Tra questi, sono presenti anche bambini di 10-11 anni. Nonostante dal 1995 al 2017 il numero dei decessi, in tutte le fasce d’età, si sia ridotto del 14%, i casi di autolesionismo e di tentativi di suicidio sono in crescita. Il Journal of Child Psychology and Psychiatry, ha pubblicato uno studio che rileva come nel continente europeo “oltre un quarto degli adolescenti (27,6%, età media 14 anni) mette in atto comportamenti autolesionisti occasionali o ripetuti nel tempo”. In Italia la percentuale si abbassa, ma di poco: circa il 20% dei ragazzi, uno su cinque. 

Cristina Gauri

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