Bergamo, 12 mar – I talebani progressisti non si fermano mai. Non dormono la notte se non riescono a mettere le mani su pezzi di storia del nostro Paese nel nome dell’antifascismo. In questo periodo ad esempio è particolarmente in voga tra le amministrazioni locali la moda di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini: così dopo Rho e Livorno lunedì è toccato anche a Bergamo. L’onorificenza venne conferita il giorno 24 maggio del 1924 dal Commissario Prefettizio Alfredo Franceschelli a S.E.,il saggio che alla nuova grandezza d’Italia ha saputo piegare uomini ed eventi”, come si legge nella benemerenza.

Quasi un secolo dopo i consiglieri Emilia Magni e Luciano Ongaro di Sinistra Unita hanno presentato una proposta che chiede di disconoscere l’onorificenza e di disporne la cancellazione dal registro dei cittadini onorari di Bergamo in quanto  “in contrasto con i principi e i valori della nostra Costituzione” e con “l’intento che questo sia un monito per il futuro per cercare di arginare e prevenire ogni forma di fascismo”. La questione, discussa nella commissione consigliare, è giunta ieri sera in Aula: con 13 consiglieri favorevoli, 10 contrari e 10 astenuti, è stato deliberato “il non riconoscimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e la cancellazione dal registro dei cittadini onorari di Bergamo”.

Le astensioni

A sorpresa, proprio il primo cittadino di Bergamo Gori (centro-sinistra) si è astenuto dal votare con questa motivazione: “Revocare, anzi oggi ‘non riconoscere’, la cittadinanza onoraria a Mussolini, a 74 anni dalla sua morte, a mio avviso non aggiunge sostanzialmente nulla. E non è l’adesione a una petizione, come qualcuno in questi anni ha inteso, da che si è iniziato a riparlare della cittadinanza onoraria di Mussolini, a poter determinare il tasso di antifascismo di ciascuno di noi.” A fargli eco anche gli appartenenti alla lista Gori: “A prima istanza potrebbe trovarci d’accordo il disconoscimento della cittadinanza – ha dichiarato il consigliere Ezios Deligios –allo stesso tempo riteniamo che i segni del passato non vadano rimossi: nel bene e nel male la storia non può essere cancellata”. Forza Italia si è pronunciata condannando “in modo unanime la realtà storica, ma dal punto di vista tecnico-giuridico questa delibera è inammissibile. Per questo vota contro”, ha dichiarato Gianfranco Ceci. Contrari anche Lega e Fratelli d’Italia. 

Le priorità dei Dem

Non poteva mancare il plauso umanime alla damnatio memoriae da parte del Partito Democratico: “Disconoscere la cittadinanza onoraria a Mussolini e chiederne la cancellazione dal Registro dei cittadini onorari vuole affermare che il Duce non può legittimare e moralmente stare a fianco di Liliana Segre, Ernesto Oliviero, Mons. Capovilla e degli altri pochi grandi personaggi che sono stati insigniti della massima onorificenza di questa città”. Che dire: da oggi i bergamaschi possono dormire sonni più tranquilli, i problemi della Città dei Mille sono tutti risolti.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Eccoci,cosa cambia nella vita reale per i bergamaschi, gli eletti devono adoperarsi per migliorare il presente e non perdere tempo contro i mulini a vento. Se il fascismo tornerà sarà anche grazie a questo immotivato accanimento verso il passato.
    La merda più la smuovi più puzza.
    Coglioni.

  2. Ah ah ah, che bella chiusura d’articolo…revocare la cittadinanza non risolverà i problemi ma ribadisce che la città di Bergamo oggi ha capito e preso atto dei suoi sbagli del ventennio e quindi questa revoca vale come monito per il futuro per cercare di arginare e prevenire ogni forma di fascismo!!

  3. Se in Italia ci fosse una informazione seria ed onesta per la sinistra non voterebbero nemmeno i pronipoti dei comunisti di togliattigrad………….hanno miseramente fallito le loro miserabili politiche immigrazioniste e per questo se la prendono con il Duce,lui ,statista insuperabile , di fronte a tanti piccoli omuncoli pseudo politici………parassiti senza onore.

  4. La storia non si cancella…. Purtroppo in Italia ci sono dei minorati di cervello … Ammesso sempre che lo abbiano, chiamato sinistroidi Comunisti DUCE DUCE DUCE

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