Reggio Emilia, 21 ago – Emergono altri elementi dall’inchiesta Angeli e Demoni sul giro di abusi e affidi illeciti di minori a Bibbiano: riguardano Nadia Bolognini, ex moglie di Claudio Foti e psicologa coinvolta nel caso, che si trova ai domiciliari dallo scorso 27 giugno. Ebbene nonostante la misura di custodia, una settimana dopo l’arresto il dirigente dell’unione dei Comuni dell’Area Nord di Modena avrebbe affidato alla donna l’incarico di seguire una bambina sottratta alla famiglia e affidata a una casa-famiglia in provincia di Parma. Costo dell’operazione: 510 euro al mese per 2 sedute di psicoterapia da 90 minuti – 170 euro l’ora. Questo caso ha portato altre tre persone ad essere iscritte nel registro degli indagati per abuso d’ufficio.

La denuncia

Denunciare il fatto Antonio Platis, consigliere di Forza Italia a Mirandola, in provincia di Modena. «In un atto del 3 luglio 2019, quindi sette giorni dopo lo scoppio del caso Bibbiano, l’Unione Area Nord ha assegnato un incarico “mascherato” alla psicologa Nadia Bolognini. È evidente che il 3 luglio l’Unione Area Nord non poteva non sapere che cosa era accaduto a Bibbiano. Credo che sarebbe stato necessario, da parte dei Servizi Sociali, fare una valutazione se proseguire o meno la collaborazione con questi psicologi vista l’inchiesta in corso» ha raccontato Platis intervistato da Radio Bruno. Tutto è iniziato quando il consigliere, coadiuvato dal collega del Consiglio dell’Unione dei Comuni dell’area Nord modenese Mauro Neri, ha fatto domanda di accesso agli atti per capire perché una minore di Mirandola (Modena) fosse finita nel centro “La Cura” di Bibbiano, che invece risiede in provincia di Reggio Emilia. Dall’accesso è così emersa la documentazione relativa all’ingaggio della psicoterapeuta ai domiciliari e il via libera ai pagamenti. «La bambina in questione è stata portata via alla famiglia di Mirandola nel 2011, nel 2013 è stata affidata ad una comunità in provincia di Parma, la Madama Dorè, poi nel 2017 hanno deciso di portare questa bimba a Bibbiano perché sostenevano avesse bisogno di cure specialistiche».

Conflitto d’interessi


Platis e Neri annunciano di voler presentare un esposto alla Corte dei conti: «I Comuni Area Nord pagavano 110 euro ad una Onlus di Parma per tenere la bambina. Agli atti abbiamo trovato un documento in cui questa Onlus dice ‘dato che voi volete proseguire la terapia con Nadia Bolognini, mi faccio carico io delle spese, di questi 510 euro, ma voi aumentate la tariffa giornaliera che ci pagate a 127 euro al giorno per tenere la minore’. In questo modo quindi è stata aggirata la normativa sugli incarichi, ed è stato dato l’affidamento alla Bolognini» ha raccontato il consigliere. Ma non è tutto: come precisato anche dal giornalista Pablo Trincia, dai documenti si evince la presenza di un conflitto d’interessi dal momento che Sani Brenelli, la responsabile della comunità parmense in cui era ospite la minore, è anche membro del direttivo di “Rompere il Silenzio” diretto da Claudio Foti e di cui fa parte anche la Bolognini.

Cristina Gauri

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