Reggio Emilia, 16 lug – Nell’ambito dell’inchiesta Angeli e Demoni sul giro di affidi illeciti di minori strappati pretestuosamente ai genitori naturali, ci eravamo occupati della figura di Federica Anghinolfi: la «papessa» a capo dell’organizzazione, psicologa e dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza, fan sfegatata di Carola Rackete nonché omosessuale e attivista lgbt che aveva affidato una bambina sottratta ai parenti per affidarla alla sua ex ragazza, Fadia Bassmaji.

W l’amore

Ed è proprio su quest’ultima figura – anch’essa indagata per maltrattamenti sulla piccola affidatale, ora al sicuro – che fa luce Francesco Borgonovo in un articolo apparso stamattina su La Verità. Che alla base di questa cupola di affidi e abusi sui minori ci fosse un’agenda ideologica ben precisa, è ormai assodato dagli elementi finora emersi. Scavando poi nel passato della Bassmaji, troviamo la sua partecipazione al convegno del 26 marzo scorso intitolato W l’amore. Facciamo il punto. Sottotitolo: Per contrastare la violenza in tutte le sue forme è necessario che nelle scuole sia inclusa, tra le discipline, l’educazione sentimentale, affettiva, sessuale, alle relazioni e alle differenze di genere. A seguire i promotori della giornata, cioè Sinistra italiana, Arcigay, Rete degli studenti, con la Bassmaji a coordinare il dibattito, ma non solo: sempre secondo La Verità, nel contesto di quell’evento (come di molti altri della medesima connotazione Lgbt-friendly) la donna si sarebbe dedicata alla promozione dell’affido di minori alle coppie Lgbt.

Gender per pre adolescenti


Lo scopo dell’incontro era di lanciare un progetto sperimentale per «l’educazione all’affettività e alla sessualità nei preadolescenti delle scuole secondarie di primo grado», con un «target di età più basso (13-14 anni) rispetto a quello fino ad allora di riferimento», anche se, visitando rapidamente il sito di wlamore.it il target si abbassa ulteriormente:

La navigazione nel sito di wlamore.it è un tuffo nel mare dell’indottrinamento gender, con ampie sezioni dedicate ad ogni specifico argomento, suddivise per fasce d’età. Così come illuminante è il libro, uscito nel 2018, Percorsi di educazione affettiva e sessuale per preadolescenti. Il progetto «W l’amore» (Erickson), curato da Loretta Raffuzzi, Paola Marmocchi ed Eleonora Strazzari dell’Azienda Usl bolognese.

Omotransnegatività e altre storie

Un ampio capitolo viene dedicato alla cosiddetta omotransnegatività, che «costituisce il fattore di rischio maggiore per la salute delle persone Lgbt», che arrivano a soffrire di «stress da minoranza», provocato «non solo dalle esperienze dirette di discriminazione (discriminazione esperita), ma anche dalla paura di poterle subire (discriminazione anticipata)». Si rende necessario quindi che «gli educatori, gli insegnanti e le famiglie siano adeguatamente (in)formati sui temi dell’identità sessuale, rimuovendo stereotipi e pregiudizi personali», magari con una bella riprogrammazione che cominci in età scolare.  Ma per l’antropologa Nicoletta Landi, nemmeno gli alfieri del mondo arcobaleno coinvolti nel progetto «W l’amore» stanno dando il massimo per sconfiggere gli stereotipi. Eh già: la Landi, confrontandosi con gli operatori coinvolti nel progetto, ha «spesso percepito una visione di tipo eteronormativo». Peggio di Satana. Ad esempio, fa notare l’antropologa, «Perché quando parlate di penetrazione considerate solo quella genitale tra un uomo e una donna? Perché non parlare anche di sesso anale o di uso di sex toys tra magari due ragazze?». Insomma, questo è il mondo della Bassmaji, anch’essa indagata nell’inchiesta Angeli e Demoni. Nell’ordinanza si legge che lei e la compagna avrebbero «imposto un orientamento sessuale» alla bimba presa in affidamento, impedendole di tenere i capelli sciolti, ritenuti simbolo di vanità e di «richiamo» per i maschietti della sua scuola. Il giudice delle indagini preliminari descrive questo atteggiamento come un «comportamento ideologicamente e ossessivamente orientato». E continuano a dirci che l’ideologia con Bibbiano non c’entra nulla.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Queste mostre sono proprio alla depravazione morale quando vogliono inculcare ad un bambino le loro tare mentali sodomitiche e viziose.Se hanno poi complottato per rubare bambini da famiglie sane con varie falsità insieme all’ ex sindaco pd allora l’ergastolo e’ troppo poco per questi.

  2. Gentile Signora Gauri, mi permetto di farle notare che la chiusura del suo pezzo ha un errore di fondo: quella che viene descritta non è affatto un’ideologia, è “solo” una schifosa perversione.
    Un’ideologia è tra le tante cose un insieme di valori, teorie, idee e dottrine. Nulla a che vedere con questo manipolo di depravati che vorrebbero elevare a qualcosa di più alto la loro miseria morale

  3. Che schifoe che orrore questi depravati!! Lo stato non dovrebbe agevolare la depravazione ,questo non e’ amore ma malattia psichiatrica da curare e da aborrire . allo che facciamo ? perche’ non i malati mentali?

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