Roma, 12 mar – Ha deciso anche l’Italia: l’Enac ha disposto lo stop operativo dei Boeing 737 Max 8 a partire dalle ore 21. Nonostante i tentativi di rassicurare gli Stati e i passeggeri da parte di Boeing, che ha annunciato di procedere all’aggiornamento del software dell’intera flotta dei 737 Max 8, comprensibilmente quasi nessuno si fida più. Se ieri il titolo Boeing a Wall Street ha perso il 5,36%, oggi una serie di nazioni hanno fatto sapere che sospenderanno l’utilizzo di questi aerei. Ed ecco che dopo Australia e Regno Unito, che dopo il disastro dell’Ethiopian Airlines hanno messo al bando tutti questi voli nel proprio spazio aereo, anche l’Italia non ne vuole più sapere.

A poco quindi sono valse le rassicurazioni di alcune compagnie: “Con riguardo al 737 Max 8 e a tutti gli aeromobili in flotta la compagnia si trova in piena conformità con le disposizioni delle autorità aeronautiche e alle procedure operative e direttive del costruttore – ha fatto sapere ieri Air Italy con una nota – siamo in costante contatto con le autorità e ne seguiremo le direttive con l’obiettivo di garantire un servizio improntato alla massima sicurezza del volo”. “Tutti i nostri 737 Max stanno operando normalmente e stiamo dialogando con Boeing e seguiamo le loro istruzioni e le raccomandazioni delle autorità aeronautiche”, ha confermato via mail, sempre nella giornata di ieri, Tomas Hesthammer, direttore delle operazioni di volo di Norwegian Air.

Gli Stati Uniti a questo punto sembrano tra i pochi realmente convinti di poter continuare a far volare questi aerei, avendo semplicemente chiesto alla Boeing di apportare modifiche entro aprile al software e al sistema di controllo Mcas, Maneuvering Characteristics augmentation system, un sistema che può abbassare automaticamente il muso del velivolo se i dati dovessero indicare un rischio di stallo.

Alessandro Della Guglia

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