Brasilia, 14 mar – Una fine veramente orrenda quella di Carmelo Mario Calabrese, 69 anni. L’uomo era un ex sottufficiale dell’Aeronautica di Ciampino, ormai in pensione, originario della cittadina laziale di Artena. Da 25 anni viveva in Brasile, nella penisola di Sao Luis de Maranhao.

Le dinamiche dell’aggressione

Il corpo di Calabrese, nudo e semi decapitato, è stato rinvenuto ormai tre giorni fa sulle sponde del rio Tibiri da alcuni pescatori trovatisi lì per caso. L’uomo è stata colpito con almeno 15 colpi di machete alla testa e alle spalle. Con ogni probabilità l’efferato delitto si è svolto nel bagno della sua casa a Paco do Lumiar.  Secondo i primi rilievi della polizia il cadavere di Calabrese è stato poi trasportato sino al garage, poi caricato sulla sua stessa auto. E’ proprio con questa autovettura che gli assassini dell’italiano si sono mossi verso rio Tibiri per poi scaricarlo lungo le sponde. Quasi sicuramente volevano usarla anche per fuggire ma una ruota è stata ritrovata forata, da qui l’abbandono della stessa poco distante dal cadavere. L’assassinio risalirebbe a venerdì scorso: hanno denunciato la sparizione improvvisa dell’uomo i suoi vicini di casa, seguiti da una sua conoscente che diffuso un appello su Facebook per ritrovarlo.

Le ipotesi degli inquirenti

La polizia allertata da questo passaparola ha deciso di entrare nell’abitazione dell’ex militare: la casa era in disordine e vi era sangue ovunque, dal bagno appunto al garage. l’abitazione a soqquadro e una scia di sangue che dal bagno portava al garage. Gli inquirenti pensando ad una rapina finita male. Già in passato l’italiano aveva detto di voler lasciare la casa proprio per paura della violenza dei ladri, avendo già subito tre furti.  Un particolare importante: sulla porta non vi erano segni di effrazione, segno che forse  Carmelo conosceva i suoi assassini. Raggiunti dall’ambasciatore italiano in Brasile i famigliari sono comprensibilmente sconvolti. La sorella Assuntina lo ricorda così: “Stava bene in Brasile, era sereno, aveva molti amici. Aveva deciso di andare lì perché ci abitava uno zio, il fratello di mia madre, e si è innamorato del posto”.

Ilaria Paoletti

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