Roma, 26 giu – La cronaca scorre veloce, ed è in queste ore che l’’Italia deve dimostrare di essere una nazione sovrana e capace di imporre la propria legge entro i propri confini. È grottesco che una sconosciuta Organizzazione non governativa tedesca battente bandiera olandese si arroghi il diritto di sfidare uno Stato europeo che, pur cedendo parte della propria sovranità sulla base dei trattati comunitari, mantiene presso le sue istituzioni il potere di regolamentare il flusso di immigrati che pretende di varcare i confini. Soprattutto se clandestini, poiché è di questo che stiamo parlando, ossia di coloro che in pochi mesi hanno varcato le frontiere di numerosi Stati senza presentare regolari documenti ed evitando le regolari frontiere.

Tutto questo accade nel nome del diritto a spostarsi illimitatamente sul pianeta e tramite il favoreggiamento da parte di organizzazioni private che pretendono di fare l’interesse pubblico. Eppure non è concepibile tutto ciò sia per la necessità che tale fenomeno, come qualsiasi altro, sia sottoposto a delle regole stringenti, sia perché la narrazione eco&solidale di un meticciato culturale e antropologico cui si giungerebbe tramite colossali spostamenti umani è una follia presentata come inevitabile da chi non si è arreso all’evidenza degli Stati europei sovrani, che in qualsiasi modo vanno colpevolizzati e successivamente azzoppati.

L’Olanda e i “figli dei fiori”

Insomma, il più piccolo nucleo cui ognuno di noi ha sviluppato la propria famiglia, e che si chiama proprietà privata, è da sempre provvisto di muri di cinta e porte blindate e altri sistemi di sicurezza per affrontare chi sia privo d’invito, ma chissà per quale motivo questo raccontino ci delizia con la buffonata dell’abbattimento delle frontiere ossia delle porte blindate che difendono l’intera nazione da chi, privo dei requisiti, sia privo d’invito. E statene certi, il fine della comandante rasta della Sea Watch e dei mitomani del suo stampo è quello di generare uno stato di così alto caos da creare i presupposti per l’abbattimento di quello Stato borghese che i suoi genitori si prodigavano a odiare decenni fa, tramite l’utilizzo di un altro tipo di illegalità.

È evidente che il varco forzato e illegale delle frontiere da parte della Ong tedesca non abbia niente a che fare col salvataggio e il benessere degli immigrati a bordo, altrimenti, come molti han già detto, in questi giorni la nave avrebbe fatto rotta quanto meno verso l’Olanda, anche perché è fondamentale ribadire che questo gruppo di immigrati già si trova su un pezzo di quel paese. E su questa porzione di territorio olandese vige, o dovrebbe vigere, la legislazione olandese ed è assurdo che l’Olanda abbia fatto orecchie da mercante sino a ora.

La sentenza Cedu

La famosa Europa non esiste quando emerge la necessità di prendere decisioni che possano incrinare un centro di potere consolidato o una situazione favorevole per qualcuno: infatti il ministro Salvini si ritrova a gestire da solo una situazione critica che investe però l’intera Unione. Anche perché, allargando la prospettiva, il terrorismo islamico che imperversa in Europa ha colpito molti paesi ma non l’Italia e son stati sempre immigrati magari di seconda generazione a perpetrare gli attentati, segno che il tema migratorio dovrebbe essere al primo posto nell’agenda. Epperò.

Epperò, forti comunque di una storica sentenza della Cedu contraria alla richiesta della capitana fricchettona, ci troviamo nuovamente nella condizione di dover distinguere i confini italiani da quelli europei, marcando il concetto della distinzione delle due entità e del potere sovrano che dobbiamo esercitare anche e soprattutto vista questa condizioni cui siamo costretti. La politica migratoria, dunque, è tutta roba nostra, la gestiamo e la gestiremo noi senza permettere a nessun altro di impartirci ordini tramite frasette indignate intrise di finto umanitarismo.

Non siamo terra di conquista

La nave Sea Watch dovrà essere distrutta e la capitana processata per gravi reati, perché non si può demandare a una Ong qualsiasi il compito di decidere chi può stabilirsi in Italia e chi no. Nessuno può pretendere di arrivar qui, di godere di diritti e di piantare la propria bandiera imponendo usi e costumi. Il welfare italiano deve essere a uso esclusivo di chi coopera per il benessere della nazione lavorandovi e pagandovi le tasse, condividendo una cultura comune con gli altri consociati che permette una stabilità dell’ordine pubblico altrimenti impensabile in un contesto di disordine multiculturale. L’Italia, è bene ribadirlo, non è una terra di conquista.

Lorenzo Zuppini

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2 Commenti

  1. Belle parole. Vedremo i fatti. Ammesso e non concesso che ci sarà dato conoscerli per come sono, e non secondo le solite narrazioni distorte.

  2. è una guerra politica…dei ” migranti non gli frega un ben minimo cazzo…se avessero proposto ai clandestini di andare in Olanda, quelli avrebbero fatto salti di gioia..ma, a quelli delle ong, della gioia dei clandestini, non frega men che nulla..a loro importa imporre la loro ” politica”..

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