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petrolioGrosseto, 25 apr – Ci mancavano solo le “Iene maremmane”. Questo fine settimana ha visto un video diventare virale su internet, complice anche la poca distanza dal referendum sulle “trivelle”, in cui si vede un’idrovora gettare acqua e sedimenti in una spiaggia di Marina di Grosseto. Nel video la “iena” improvvisata, Lorenzo Mancineschi, parla di un fantomatico sversamento di “residui grasso, residui di benzine” che finirebbero in mare nella spiaggia di uno stabilimento balneare.



“Questo è il nostro mare, bandiera blu!” aggiunge Mancineschi, rincarando la dose con “Senti l’odore! Sembra di essere in un pozzo di petrolio!” (sic!). Il video ha avuto tantissime condivisioni, rilanciato non solo dalla pagina Facebook delle “Iene maremmane” ma anche da varie altre come “Zero gas” e da quella del deputato del M5S Mirko Busto. Ma siamo davvero davanti ad un palese caso di inquinamento? E’ possibile che venga fatto tutto alla luce del giorno? E’ possibile, come dice Mancineschi che sia “Petrolio! E’ petrolio!”? La realtà è ben diversa, ça va sans dire…

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Quello “sversamento” in realtà non era altro che una normale opera di dragaggio effettuata prelevando i sedimenti marini del porto per ripascimento, ovvero un’operazione necessaria per il ripristino artificiale di tratti sabbiosi marini erosi dall’azione delle correnti e delle onde. Un’opera a lungo attesa, come apprendiamo da fonti locali, e che ha visto l’impiego di più idrovore nello scorso fine settimana. Nessun inquinamento da “petrolio”, nessuno scarico abusivo a mare quindi; anche il colore scuro dei sedimenti misti ad acqua che si potevano notare nel video, non è dovuto ad un’elevata contaminazione da idrocarburi, bensì al fatto che le sabbie prelevate hanno passato anni in ambiente anossico, cioè privo di ossigeno, che ha permesso alla materia organica presente di iniziare un particolare procedimento di decomposizione chiamato “degradazione anaerobica” responsabile del colore nero, presto scomparso peraltro; fenomeno che contribuisce anche a dare il tipico odore di “uova marce” dovuto all’emissione naturale di solfuro d’idrogeno durante il processo di decomposizione.

petrolioA riprova di quanto affermato ci sono le immagini del soprallugo effettuato la mattinata scorsa dalla Vigilanza Ambientale e Zoofila che mostrano come la sabbia non risulti affatto contaminata da “petrolio” e arrivano, soprattutto, le parole della Guardia Costiera che in un comunicato affermano che “si tratta di un movimento della sabbia dal lato sud (quello verso Principina a Mare) al lato nord (quello verso Castiglione della Pescaia) legale, conclamato, che avviene da anni ed è un obbligo che ricade in capo alla concessione del porto”. Molto rumore per nulla, direbbe Shakespeare, ma forse tanto rumore è stato sollevato ad arte dalle “Iene maremmane” per approfittare della faciloneria e credulità popolare e avere il proprio “quarto d’ora di celebrità”, dando nel contempo spalla a certi movimenti politici che fanno dell’ambientalismo d’accatto il proprio cavallo di battaglia, soprattutto in campagna elettorale.

Vittorio Sasso

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