Roma, 20 dic – Non solo obbligo vaccinale e validità del green pass ulteriormente ridotta, il governo studia la stretta per Capodanno: obbligo di tampone per tutti i locali al coperto. Come è noto, Draghi ha convocato una cabina di regia per il 23 dicembre. E già si vocifera di nuove restrizioni in arrivo, come conferma il sottosegretario alla Salute Costa. Mentre il ministro Speranza si straccia le vesti per la variante Omicron. “Ci ricorda come questa sfida contro il Covid si possa vincere solo con un grande lavoro di condivisione internazionale”, dice. L’impressione è che in generale il governo intenda imprimere un giro di vite natalizio in stile 2020, come se nulla fosse cambiato.

Capodanno: ipotesi tampone per tutti i locali al coperto

Per Capodanno dunque l’obbligo di tampone anche per i vaccinati non riguarderebbe solo le discoteche, nel mirino per gli assembramenti. Ma potrebbe essere esteso a tutti i locali al coperto, veglioni nei ristoranti compresi. Al momento non c’è un elenco di misure che verranno introdotte in vista delle feste natalizie ma dovrebbe esserci comunque l’estensione del super green pass, per esempio ai trasporti locali e centri commerciali. Sul tavolo anche l’ipotesi di ridurre a cinque mesi la validità della certificazione verde. Si ragiona anche di reintrodurre l’obbligo di mascherine all’aperto. Per i festeggiamenti di fine anno inoltre niente feste in piazza. Molti presidenti di Regione hanno già preso l’iniziativa di vietare tutti gli eventi all’aperto.

Locatelli: “Dobbiamo fare di tutto per non far aumentare i ricoveri”

Se la curva dei contagi dovesse salire, tra le ipotesi c’è l’introduzione di “mascherine all’aperto e tampone obbligatorio anche per i vaccinati per partecipare a grandi eventi”, ma ulteriori misure “verranno considerate seguendo i principi ispiratori della proporzionalità e della pronta reattività”. Così Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente del Consiglio Superiore di sanità, in un’intervista al Corriere della Sera. L’esperto ammette che l’Italia sta messa molto meglio di altri Paesi, tuttavia “dobbiamo fare quanto possibile per attenuare il rischio che i numeri dei contagiati, così come quelli dei ricoverati in ospedale o nelle terapie intensive, diventino più rilevanti“. L’aumento dei casi “non deve essere minimamente letto come un fallimento dei vaccini. Se non li avessimo avuti, in presenza di varianti connotate da assai maggior velocità di diffusione e contagiosità quali la Delta e, più recentemente, la Omicron moltissime altre persone avrebbero perso la vita”.

Rasi lancia l’allarme: “Ci stiamo avvicinando alla zona arancione”

I numeri parlano chiaro: rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, oggi i ricoverati nelle terapie intensive, in larga parte non vaccinati, sono molto pochi: circa 950. “Il numero delle persone che hanno perso la vita in una giornata non ha mai superato la soglia di 130”, conclude Locatelli. Ma Guido Rasi, ospite a Mezz’ora in più su Rai3, lancia l’allarme: “Ci stiamo avvicinando alla zona arancione, perché continua ad aumentare l’occupazione dei posti ospedalieri“. Il consulente scientifico del commissario straordinario Figliuolo spiega che “è fondamentale dunque fare subito le terze dosi. I vaccini ci sono e la campagna sta procedendo bene ma – afferma convinto – è una corsa contro il tempo”. 

D’Amato: “Il governo deve introdurre l’obbligo vaccinale”

Infine aumenta il pressing sul governo per imporre il vaccino obbligatorio per tutti. “Il governo deve introdurre l’obbligo vaccinale“. Nel Lazio, ad esempio, “ci sono ancora 400mila persone non vaccinate”. Così l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato al Messaggero. “Potranno sembrare poche rispetto a una popolazione di quasi 6 milioni. Ma in termini assoluti è un numero altissimo che mette a rischio gli altri abitanti. Ormai l’unico modo per sradicare questo zoccolo duro è l’obbligo vaccinale”. “Per questo – conclude D’Amato – chiedo all’esecutivo di introdurlo su tutto il territorio nazionale”.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Non è detto, per il tampone, perché c’è un conflitto d’interesse grande quanto una casa. Quando le limitazioni riguardano i non vaccinati, ai quali ricordiamo che il capodanno, persino in zona bianca, in locali è già stato precluso, perché sono usati come capro espiatorio, la maggioranza è compatta. Quando si tratta anche solo di toccare il nasino dei “benedetti dall’unto del signore”, senza precludere la serata, allora si spacca il governo e vengono le alzate di scudi. Ipocriti e farisei. Non sono altro.

    Politici seguono i loro conflitti d’interesse, il bassotto per esempio, quello che non capisco è come i non vaccinati italiani, che pure sono persone che rispettano un loro diritto di scelta, possano farsi trattare sempre come i discriminati nella norma.. come alcune categorie nei regimi del passato. e accettare tutto rimanendo sempre tanto pacifici e quasi rassegnati.

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