CapodannoRaiBestemmiaRoma, 2 gen – Ieri, complici i postumi del veglione che hanno rallentato anche la voglia di lavorare dei giornalisti, per diverso tempo la principale notizia della giornata è stato il disastroso San Silvestro di Rai Uno, passato alla storia per la mezzanotte festeggiata in anticipo (di un minuto) e per un bestemmione passato in sovrimpressione in mezzo agli sms di auguri dei telespettatori. Materiale per qualche tweet spiritoso e per un pezzo di costume, non certo per una polemica politica.

E invece abbiamo dovuto vedere anche questo. È per esempio agghiacciante che il particolare fuso orario di Rai Uno – parliamo di un minuto di differenza, non di un’ora – abbia addirittura scomodato personalità politiche come Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, che in un tweet ha polemizzato: “Rai Capodanno sbaglia orario in era siti collegati con Greenwich! Come si giustificheranno dirigenti che non rispettano tetto stipendio 240 mila euro?”. Si tratta, come si può ben vedere, di qualunquismo di bassa lega (peraltro è surreale che il segretario della Vigilanza Rai si lamenti su Twitter della Rai, ma tant’è).


Insomma, ma chi se ne frega se su Rai Uno hanno stappato lo spumante alle 23.59 o alle 00.00? Iniziare il 2016 all’insegna di queste ciarle spiritose, di queste arguzie da social network, significa partire decisamente con il piede sbagliato.

Quanto alla bestemmia, si tratta sicuramente di una svista inelegante (anche perché tutta la serata era impostata nell’ottica di Matera capitale europea della cultura 2019, e diciamo che la cosa non è precisamente di buon auspicio), ma anche in questo caso ci saremmo volentieri risparmiati i sermoni dell’Associazione telespettatori cattolici (!), di cui scopriamo ora l’esistenza attraverso le deliranti parole del presidente Luca Borgomeo, secondo il quale “con la logica di mancato controllo che la Rai ha adottato sarebbe potuto passare anche un messaggio di incitamento all’Isis”. Ecco, voi non immaginereste, ma si fa un attimo a passare da Rocco Papaleo ad al Baghdadi. Parole in libertà e ricerca della visibilità a tutti i costi (non hanno ancora parlato le odiose associazione dei consumatori, vestali del moralismo demagogico contemporaneo?). Il 2016 dovrà essere l’anno del ritorno alla realtà. Ma partiamo male. Decisamente male.

Adriano Scianca

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  1. Ormai ci sono un’infinità di associazioni prone a tutelare pseudo-categorie “discriminate”, che aspettano come avvoltoi “toppe” di questo genere per avere un risvolto mediatico. Direi che è gente frustata che vive per scassare i maroni agli altri per certificare la loro esistenza.

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