Roma, 15 feb – E’ di oggi la notizia dell’arresto di Antonella Fauntleroy colpevole, secondo le recenti scoperte delle forze dell’ordine, di essere stata a stretto contatto con Desirée Mariottini nei giorni e ore immediatamente precedenti alla sua atroce morte per overdose e allo stupro di gruppo che l’ha vista, suo malgrado, protagonista centrale.

Analizzando il profilo Facebook della ventunenne per cui sono scattate le manette con l’accusa di aver ceduto in “maniera continuativa e aggravata” la droga alla minorenne non è difficile evincere da quale tipo di “ambiente” provenga: è quella zona d’ombra vicina ai centri sociali, fatta di sballo, di rave, di situazioni ai limiti della legalità. Molte sono le foto che la ritraggono mentre  passa le serate con i propri amici, anch’essi rientranti nel medesimo quadro sociologico, al Villaggio Globale di Testaccio: questo, sebbene sulla carta sia un centro sociale è a tutti gli effetti una discoteca, morosa nei confronti del comune di Roma per più di 700mila euro ma che non disdegna di farsi pagare profumatamente per l’organizzazione delle feste.

La Fauntleroy, che secondo alcuni testimoni sarebbe arrivata a picchiare la giovane Desirée per questioni inerenti “conti” tossici, si aggira insomma in quello spaccato di Roma composto da quartieri come San Lorenzo o il Pigneto in cui il degrado e lo spaccio vanno di pari passo con l’ormai sbiadita e commercializzata impronta politica “rossa” che, però, li rende ancora “intoccabili” dal punto di vista dell’intervento degli organi preposti come, appunto, l’amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi o le stesse forze dell’ordine.

E’ proprio a San Lorenzo, infatti, che l’adolescente originaria di Cisterna di Latina ha trovato la sua morte: in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, occupato da pusher e immigrati, tra la rabbia di alcuni residenti e la completa ignavia delle istituzioni che preferiscono non mettere mano nel quartiere della cosiddetta “movida” rossa.
Mentre il clamore mediatico e gli sforzi della Raggi sembrano essere tutti tesi allo sgombero di ben altre occupazioni come quella di CasaPound – che non genera alcun problema di ordine pubblico –  la rete “sociale” ed economica dei “compagni” produce mostri indisturbatamente.
Fino a mietere vittime.

Ilaria Paoletti

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  1. Che vi sia contiguità, se non vera e propria continuità, tra gli ambienti dei centri cosiddetti “sociali” e quelli dello spaccio di droga (sempre più spesso derogato nella distribuzione spicciola a stranieri privi di scrupoli e senza nulla da perdere, com’è il caso degli aguzzini di Desirée e di Pamela) è cosa nota a tutti, dalle forza dell’ordine agli ambienti politici.
    Sarebbe interessante capire i motivi che spingono la magistratura a non intervenire – o a farlo solo in misura inefficace e per squisiti fini demagogici -, lasciando liberi di agire questi venditori di morte.
    Personalmente, sono convinto che vi sia un intreccio di interessi reciproci da tutelare: da un lato, la sinistra che necessita di una massa di manovra in grado di gestire la piazza in caso di scontri (e che possa anche fungere da spauracchio verso i moderati di centro); dall’altro, organizzazioni sostanzialmente criminali tacitamente autorizzate a commerciare droga in accomandita per conto di soggetti “altri” – leggesi: mafie più o meno nostrane, apparati di controllo, forse servizi segreti esteri -, nella più totale impunità.
    Sull’altare del sacrificio una generazione, quella dei “millennialls”, abbandonata da tutti, priva di speranza, di prospettive, di valori; declassata a gregge di consumo per ogni genere di merce e mercificata a sua volta quale oggetto di svago sessuale, forza lavoro dequalificata, clivage votante ecc.

  2. Ma skypd24 non si era affrettato a dire che il pusher era italiano……….che schifo di paese senza dignità, questa è la repubblica democratica italiana………pena e vomito.

  3. Aggiungo……… ennesimo regalo dei comunistoidi ipocriti e codardi alla città di Roma, già provata da anni di dominio rosso nauseabondo in cui mafia negroide,rom e lerciume asociale sono cresciuti ignobilmente senza controllo,nell’impunita’ assoluta,liberi di spacciare e delinquere………per cui ogni qual volta un piddino modello zingaretti col suo bel visino pulito parla di democrazia io ho veramente paura………..paura per coloro che voteranno un simile personaggio, poiché sono e saranno i fautori della fine del nostro paese.

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