Torino, 7 mag – Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e il sindaco di Torino Chiara Appendino hanno dato mandato di denunciare Francesco Polacchi, l’editore di Altaforte, per apologia di fascismo.

“Rappresentante di Altaforte fa apologia di Fascismo”

Queste le parole del comunicato congiunto di Regione Piemonte e Comune di Torino: “Alla luce delle dichiarazioni sul fascismo rilasciate a mezzo stampa e attraverso emittenti radiofoniche dal signor Francesco Polacchi (“io sono fascista”, “l’antifascismo è il vero male di questo Paese”, ecc.) ritengono il rappresentante della casa editrice Altaforte e la sua attività professionale nel campo dell’editoria estranee allo spirito del Salone del libro e, inoltre, intravvedono nelle sue dichiarazioni pubbliche una possibile violazione delle leggi dello Stato”. Tale esposto alla Procura della Repubblica è stato emesso “affinché i magistrati possano valutare se sussistano i presupposti per rilevare il reato di apologia di fascismo (legge Scelba 645 del 1952) e la violazione di quanto disposto dalla legge Mancino 305 del 1993 e, nello specifico, l’articolo 4 che prevede venga punito chi “(…) pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

In pratica, quindi, Chiamparino si è “rimangiato” le parole di appena qualche ora fa, Scon cui spiegava che «non ci sono elementi per negare l’accesso al Salone del Libro alla casa editrice Altaforte, per quanto reputi la sua attività e la sua presenza non gradite. La scelta dei vertici del Salone del Libro è l’unica che si potesse prendere. Il libro, per definizione, è un elemento di apertura. Ognuno può quindi esprimere i giudizi che crede, ma nulla è peggio di utilizzare argomenti amministrativi per impedire una presenza, per quanto sia appunto discutibile e lontana da me».

Altaforte viva in un mondo di cultura morta

Che la volontà di proseguire nella regolare partecipazione, come casa editrice, ad una manifestazione culturale che si tiene alla luce del sole, senza usare metodi prevaricatori et similia, sia da attribuire a supposte “finalità antidemocratiche” è tutto da dimostrare. Sin’ora, gli unici personaggi che si sono mossi in tal senso – ovvero tentando con menzogne, ricatti e illazioni di escludere una casa editrice “fuori dal coro” dal Salone del Libro – sono stati quelli assimilabili ai “bulli” della sinistra: Raimo, Murgia, Zerocalcare e tutta questa “corte dei miracoli”. Tutti questi volti noti e meno che sono emersi grazie alla loro appartenenza ad una determinata fazione politica che, come movimenti o partiti, non risponde più alle esigenze del popolo e che si vede cadere davanti come un castello di sabbia anche l’ultima roccaforte, quella dell’egemonia culturale. E tutto questo dopo aver vagato per anni come dei morti viventi, senza proposte, affondando nell’antifascismo isterico di chi non ha altre argomentazioni se non di attaccare il concorrente. E nonostante questo, non sono riusciti a schiacciare il nemico che, anzi, uscendo come i famigerati “topi neri” fuori dal tombino culturale in cui lo si voleva veder costretto, crea, diffonde, lotta. Altaforte é viva in un salone di morti.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. Adesso inizieranno a fare roghi dei NOSTRI libri… e di tutti quelli non conformi. Questo il vero volto degli antifascisti! Se sarà il caso dovremo essere pronti a difendere lo stand di Altaforte con una mobilitazione di massa! Siamo pronti!

  2. Il fascismo è stato un movimento che metteva al centro lo stato nella vita economica e nel controllo del credito e per questo fà paura ai poteri occulti privati stranieri che si sono comperati il paese svenduto da traditori.L’antifascismo serve ai banchieri per mettere nell’ angolo qualunque movimento identitario nazionalista che possa riappropriarsi delle imprese e banche nazionali privatizzate e svendute.E in Italia troveranno sempre tanti utili idioti che si credono moderni e illuminati che portano avanti da burattini i loro interessi e i loro argomenti

  3. […] Roma, 18 mag – La presenza al Salone del Libro di Torino della casa editrice Altaforte ha suscitato le ire dei cosiddetti antifascisti, che non hanno mancato di far sentire la loro voce: Altaforte, vicina agli ambienti di Casapound, è stata immediatamente accusata di fascismo e la sua presenza al Salone è stata subito contestata. Molti intellettuali hanno manifestato il loro disappunto e l’aria si è fatta ancora più elettrica quando il sindaco di Torino Chiara Appendino e il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino hanno presentato alla Procura di Torino un esposto per apologia di fascismo. […]

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