Roma, 15 giu – “Salvini è un ladro, uccidiamolo”. E’ quanto detto da don Giorgio De Capitani. Incredibile ma tristemente vero, un prete che istiga all’omicidio. Non solo, il sacerdote ha pure specificato meglio il suo concetto raccapricciante: “Io elogio chi uccide Salvini”. Parole gravissime riportate stamani su La Verità da Mario Giordano, che cita l’audio mandato in onda da La Zanzara, su Radio 24, in cui appunto si sente il prete pronunciarle. Don De Capitani non è nuovo però a sparate disgustose, parliamo infatti della stessa persona che invocò un ictus per Berlusconi e che definì i militari italiani in Afghanistan dei “mercenari, farabutti e criminali”. Della stessa persona che voleva tenere fuori dalle chiese i leghisti perché “porci, bastardi, risucchiati nel water delle loro ideologie di merda”. E ancora: “Salvini si dice cristiano, ma è un blasfemo. Bisogna scatenare una guerra civile, bisogna mandare via i barbari dall’Italia, i razzisti”.

Ecco, questo educatissimo prete è andato oltre, non gli sono bastate le precedenti schifezze pronunciate. Ha voluto stracciare un comandamento divino in questo modo: invocando l’assassinio del ministro dell’Interno. “Se è lecito uccidere chi minaccia la nostra vita”, ha detto il prete parlando della legittima difesa, “allora io ho il diritto di uccidere Salvini: infatti mi sento minacciato da lui perché ci sta rubando la democrazia”. Dunque “lo posso fare fuori”. E nel caso lo facesse qualcun altro “io dico che ha fatto bene”. Perché alla fine “seguo soltanto il suo ragionamento (di Salvini, ndr)”.

Un delirio pericoloso


Un delirio decisamente pericoloso e inaccettabile, che purtroppo non è affatto un orribile caso isolato. Come detto sopra don De Capitani sono anni che rilascia dichiarazioni terribili. Eppure continua a dire messa, come niente fosse, nella parrocchia di Dolzago, in provincia di Lecco e a scrivere su Twitter sermoni di questo tipo: “Vorrei semplicemente chiedere: se tutti i bambini violentati dai preti (migliaia e migliaia), diventati grandicelli, decidessero di morire come Noa (la ragazza olandese che si è lasciata morire, ndr), che succederebbe? Io li prenderei per le loro palle, e li appenderei ad una forca! Ma non solo loro. Prenderei per le palle il papa, i cardinali, i vescovi, Mario Delpini e li appenderei ad un palo!”. Sì, questo carinissimo sacerdote vuole uccidere, appendere ai pali, prendere per la palle e via delirando. Ma resta lì, al suo posto, a celebrare l’Eucaristia. In memoria di Cristo.

Eugenio Palazzini

Commenti

commenti

7 Commenti

  1. Purtroppo c’ erano anche preti che stavano con i “partigiani” delinquenti e assassini spietati. Questo testimonia solamente l’estrema proteiformita’ del pretismo. La sua innata capacità di essere sempre in “pool position” per ciò che riguarda la sua ultramillenaria politica di essere sempre presente nel posto giusto e al momento giusto per avere posti di primo piano con il vincitore del momento.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here