Roma, 12 mar – “Moro educatore. Le Brigate rosse e il loro fallimento storico sociale e politico” è il titolo di una conferenza che si sarebbe dovuta tenere il 14 marzo a Bari. Con una peculiarità: il cosiddetto “educatore”, che avrebbe parlato di fronte ad una platea di giovanissimi studenti, non appartiene alle schiere di coloro che hanno patito o combattuto il clima di violenza e atrocità perpetrate dal terrorismo rosso in quegli anni. No: per il Consiglio Regionale pugliese e per l’Ufficio scolastico regionale, il maestro ideale per i giovani virgulti del pubblico doveva essere Alberto Franceschini, colui che scontò 18 anni di carcere per avere fondato e fatto parte di una delle più violente e sanguinose organizzazioni terroristiche mai esistite in Italia. Le Brigate Rosse, appunto. 

Indottrinamento

Le opposizioni non hanno tardato ad insorgere, per primo il presidente del gruppo regionale di Forza Italia, Nino Marmo: “Come può un’istituzione promuovere un convegno in memoria di una vittima e invitare anche il fondatore dell’associazione criminale che l’ha ucciso?”, seguito a ruota da Fratelli d’Italia e Lega. Il problema di questa conferenza non stava tanto nel negare la parola a chi si è pentito del proprio passato, ma il fatto che questi fatti venissero narrati attraverso la voce di uno dei carnefici, per di più a una platea troppo giovane per essere preparata e soprattutto priva di riferimenti storici e culturali di quei tempi. Un indottrinamento narrato “dalla parte degli aguzzini” che ricorda molto l’oltraggio della Raggi alle vittime delle Foibe, quando chiamò l’Anpi per parlare agli studenti romani degli eccidi perpetrati dai partigiani titini.

L’annullamento

Secondo Potito Perruggini, presidente dell’Associazione Anni di Piombo e nipote di Giuseppe Ciotta brigadiere di Polizia ucciso nel 1977, la Regione Puglia avrebbe fatto meglio a “ricordare nomi e volti di tutti quei pugliesi che sono stati uccisi dai killer degli anni di piombo. Il fallimento del terrorismo è di qualcosa che nasce già deviato e malvagio. Questo messaggio non può essere oscurato dalla parola ‘fallimento’ che potrebbe implicare anche il negativo esito di qualcosa che nasce da giusti ideali e da uomini giusti. Infatti anche lo stesso Napolitano nel 2007 esortò a non renderli protagonisti rischiando di dare falsi insegnamenti storici soprattutto ai giovani”. Insomma, in seguito alle proteste e al polverone mediatico che ne è scaturito, l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha optato per l’annullamento della conferenza.

“Pur ribandendo la validità dell’iniziativa – che avrebbe offerto ai giovani la testimonianza diretta del fallimento politico del terrorismo negli Anni di Piombo – a fronte di una serie di perplessità sollevate e stante il rischio di insidiose strumentalizzazioni di un’iniziativa di mero contenuto storico, abbiamo deciso di annullare il quinto appuntamento del progetto ‘Moro: Educatore'” è stata la dichiarazione del presidente dell’assemblea regionale pugliese, Mario Loizzo.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Oramai siamo alla follia; chi organizza eventi con un terrorista br pentito non si rende conto che il messaggio ai giovani diventa; puoi ammazzare per conto di potenze straniere un politico che fà gli interessi del paese tanto poi basta che ti penti (e ti faranno pure fare dopo il professorino del cavolo ad altri studenti da rimbambire)

  2. …per loro sono solo ” compagni che hanno un poco ecceduto..”…ma sempre compagni che hanno ” purtroppo” fallito…

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