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Roma, 12 mag – Quattro milioni di italiani non andranno in vacanza se il governo confermerà il coprifuoco. E’ il drammatico dato che emerge da uno studio commissionato dal sito Facile.it. Ora, su questo giornale abbiamo più volte sottolineato quanto sia indecente la difesa di questa misura restrittiva in una Repubblica fondata sul lavoro e permeata di inviolabilità della libertà personale. E’ oltretutto lapalissiano che non esista alcuna evidenza scientifica che il contagio si diffonda con il favore delle tenebre, la qual cosa fa apparire il coprifuoco, oltreché odioso, del tutto assurdo.



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Anche per queste ragioni è al centro del dibattito politico, eppure il governo guidato di Mario Draghi non sembra intenzionato a rimuoverlo nei prossimi giorni. Prevale insomma la linea attendista che fa rima con rigorista. E’ dunque utile riportare quanto emerso dallo studio commissionato da Facile.it, auspicando che un premier sulla carta molto attento alle questioni economiche tenga in considerazione almeno questi allarmanti dati.

Il coprifuoco affossa il turismo italiano

Come detto la ricerca evidenzia che il coprifuoco scoraggia il turismo anche in prospettiva, con 4 milioni di italiani che non si muoveranno da casa. Si tratta di uno studio condotto dalle agenzie di marketing mUp Research e Norstat, su un campione rappresentativo della cittadinanza italiana formato da persone di età compresa tra i 18 e i 74 anni. Secondo il sondaggio ad essere maggiormente scoraggiati dal coprifuoco sono i cittadini residenti nelle regioni del Nord-Ovest (43,1%), seguiti dai residenti nelle regioni del Nord-Est (37,9%).

Dalla decisione del governo Draghi sul coprifuoco, come evidenziato nello studio in questione, dipenderà dunque il bilancio della stagione estiva 2021 per quanto riguarda il settore turistico italiano. Un comparto che come noto è già stato duramente colpito dalle chiusure imposte a causa della pandemia. I dati del 2021 sono d’altronde piuttosto chiari: l’intero settore turistico ha perso miliardi di euro. E’ forse superfluo far notare che nel 2021 il crollo potrebbe essere maggiore rispetto a quello dello scorso anno, considerando che alcuni Paesi europei hanno riaperto tutto o quasi. L’Italia rischia insomma di rimanere ferma al palo, di nuovo.

Alessandro Della Guglia

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