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Lodi, 21 feb – Salgono a 16 i primi contagi da coronavirus di italiani in Italia. “La cabina di regia ha deciso con gli amministratori un’ordinanza con misure precise per l’area in cui si muovono le persone individuate oggi come positive e relativa a 10 comuni: Codogno, Castiglione, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini e San Fiorano”, ha fatto sapere l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Altri due casi di coronavirus sono stati riscontrati in Veneto: entrambi cittadini italiani che ai primi esami sono risultati positivi e adesso isolati in ospedale. “Sono due cittadini di Vo’ Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, uno in condizioni critiche in terapia intensiva”, ha fatto sapere il governatore Luca Zaia. “Siamo preoccupati, ho parlato col sindaco di Vo’ Euganeo – ha precisato Zaia – per adottare tutte le misure: chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attività sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual è il livello di cordone sanitario da mettere in atto”.

Il primo caso in Lombardia

Un 38enne residente a Codogno e nato a Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, ricoverato da mercoledì sera a Codogno, è risultato positivo al test del coronavirus. Positiva ai test anche sua moglie – che è incinta all’ottavo mese – ricoverata in isolamento al Sacco di Milano. Positivo anche un amico. “A oggi abbiamo un numero cospicuo di persone su cui stiamo intervenendo, a oggi circa 250 persone sono in isolamento e a cui faremo il tampone“, dice l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Tutti i ricoverati – che si trovano all’ospedale di Codogno, tranne la moglie del 38enne – hanno polmoniti gravi, la moglie del 38enne dovrebbe essere in una situazione meno grave. Il 38enne invece è in prognosi riservata, con insufficienza respiratoria e le sue condizioni sono ritenute molto gravi, tanto da non essere al momento trasferibile. Le altre tre persone contagiate potrebbero avere avuto contatti con uno dei primi tre casi, sono arrivate all’ospedale di Codogno nella notte con un quadro clinico di polmonite.

Attivate nuove misure di quarantena obbligatoria

Nuove misure di quarantena obbligatoria e sorveglianza attiva sono state stabilite dal ministero della Salute dopo le segnalazioni in Lombardia. L’ordinanza elaborata dal tavolo tecnico prevede misure di isolamento coatto per i contatti stretti con un caso risultato positivo e la vigilanza con permanenza domiciliare fiduciaria (quindi volontaria) per chi è stato nelle aree a rischio – la Cina in primis – negli ultimi 14 giorni, con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali.

Negativo il cosiddetto caso “indice”

Intanto si sta cercando di ricostruire come si sia diffuso il virus: da quanto si sa il 38enne sarebbe andato a cena con un amico – un manager dell’Unilever della sede di Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino – che tornava dalla Cina a fine gennaio, ma non è detto che sia stato quello il momento del contagio, visto che i giorni trascorsi da quel momento sarebbero più di quelli finora considerati il periodo di incubazione del virus. Il manager – che è il caso cosiddetto “indice” – è in isolamento al Sacco e sono stati fatti su di lui i primi test, risultati negativi. La moglie del 38enne insegnava (ma aveva già smesso perché incinta) in una scuola media (e non nel liceo Novello, come riportato in un primo momento) e saltuariamente aiutava la madre che ha una erboristeria.

Ricostruiti gli spostamenti del 38enne

A quanto è stato ricostruito il 38enne nei giorni precedenti al ricovero è andato a correre (pare abbia partecipato a gare podistiche a Portofino) e poi al lavoro, ha giocato a pallone e ha preso parte a tre cene. I sanitari stanno inoltre cercando di ricostruire cosa abbia fatto e chi abbia incontrato in questi ultimi giorni la moglie, che da quanto accertato al momento sembrerebbe però aver avuto meno contatti del marito. Del caso ‘indice’ ha parlato in conferenza stampa anche l’assessore Gallera. “Abbiamo recuperato il caso indice, tornato dalla Cina il 21 gennaio, ora al Sacco. Ha fatto subito i controlli, sta bene e non ha avuto sintomi, salvo una leggera febbre”, precisa. Come ha precisato anche Maria Gramegna, della direzione generale Welfare, è risultato negativo al test: “Il problema che possa essere negativo il caso indice è che a un certo punto il virus viene eliminato, quando la persona guarisce. Il test quindi potrebbe non trovarlo più“. Per questo motivo i suoi campioni sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) a Roma, “per cercare gli anticorpi al virus”. Potrebbe essere, ha aggiunto Gallera, “che non sia lui il caso zero o che sia guarito. Non abbiamo certezza di quale sia il caso zero“.

Adolfo Spezzaferro

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