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Roma, 23 feb – Dopo quattro ore di riunione, il consiglio dei ministri straordinario che si è tenuto ieri sera presso la sede della protezione civile ha varato un decreto d’urgenza per arginare i focolai di coronavirus in Italia. Dall’isolamento alla sospensione delle manifestazioni sportive e delle attività scolastiche, fino all’utilizzo dell’esercito: questo il ricco carnet predisposto dal governo.

Il decreto: 11 comuni in isolamento

Sono 11 i comuni interessati dall’isolamento: Vo’ Euganeo (dove si è registrata la prima vittima in assoluto in Italia) in Veneto, Codogno, Casalpusterlendo, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano in Lombardia, ad oggi la regione più colpita. Oltre 50mila i residenti coinvolti e che non potranno allontanarsi dai rispettivi comuni, nei quali non sarà consentito l’ingresso anche se viene comunque garantita la possibilità di circolare liberamente al loro interno.

L’obiettivo, ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza, è quello di “provare a contenere il contagio dentro territori ristretti”. Previsti fino a tre mesi di carcere per chi viola le disposizioni.

Sospese tutte le attività

Nelle aree colpite dal decreto sono annullate tutte le attività e manifestazioni di qualsiasi natura, siano esse lavorative, ludiche, culturali o religiose. Sospese tutte le attività sportive – comprese quelle di rilievo nazionale – tra Veneto e Lombardia. Chiuse anche le scuole, che da lunedì non riapriranno neanche nelle provincie limitrofe a quelle colpite come già comunicato dalle autorità di Piacenza, Pavia e Cremona. Per tutta la settimana prossima interrotte le attività didattiche anche nelle università venete ed in quella di Ferrara.

Quarantena ed esercito

Il decreto prevede poi, la sorveglianza attiva dei soggetti venuti a contatto con chi è risultato positivo al coronavirus, che saranno sottoposti inoltre a quarantena. Non è escluso inoltre il ricorso all’uso dell’esercito per far rispettare le misure: “Disporremo dei presidi e dei controlli, abbiamo già dato indicazioni alle forze dell’ordine, se necessario useremo anche le forze armate. Confidiamo molto nella collaborazione dei cittadini. Sono fiducioso che nascerà una intensa collaborazione con la comunità locale”, ha spiegato il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Nicola Mattei

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