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scontri cremonaCremona, 1 apr – Auto bruciate, vetrine sfasciate, muri imbrattati, oltre 500mila euro di danni ed una città sotto shock. Questo il risultato del corteo nazionale antifascista tenutosi il 24 Gennaio scorso a Cremona in seguito allo scontro avvenuto la settimana prima tra militanti del Centro Sociale Dordoni e attivisti di CasaPound, aggrediti dagli antifascisti all’uscita dallo stadio dove si erano recati per assistere al derby Cremonese-Mantova.

Nei giorni successivi alla guerriglia urbana, al termine della quale incredibilmente nemmeno un manifestate risultava fermato dalle forze dell’ordine, ci furono pesanti accuse da parte della cittadinanza cremonese nei confronti del sindaco, che si affrettò a dichiarare di non voler rinnovare il comodato d’uso gratuito concesso dal Comune ai due centri sociali locali.

Ad oltre un mese di distanza dai fatti vengono effettuati i primi arresti di due appartenenti all’area dell’estrema sinistra cremonese, militanti del Centro Sociale Kavarna, accusati di devastazione e saccheggio.

Gli arrestati possono vantare nel proprio curriculum di “antagonisti” vari precedenti penali per detenzione e spaccio di droga, furto e ricettazione, imbrattamento di proprietà altrui e invasione di terreni nell’ambito dello svolgimento di rave party.

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