papa-francesco_h_partbRoma, 5 gen. – Nonostante la martellante propaganda a media unificati rivolta ad incensare la figura di Jorge Mario Bergoglio ed il suo operato come pontefice, il 2015 si chiude con un fortissimo calo di fedeli secondo i dati ufficiali forniti dal Vaticano. Il numero dei presenti alle 27 udienze papali del 2015 è stato di appena 400.100 persone, contro le 1.199.000 presenze in 43 udienze del 2014 e le 1.548.500 presenze alle 30 udienze del 2013, primo anno di pontificato di Papa Francesco. Un calo netto e costante quindi nell’arco dei tre anni da Papa di Bergoglio. Considerando tutti gli incontri pubblici del Papa, non solo le udienze, il crollo delle presenze appare ancora più evidente: 6.623.900 nei primi nove mesi di pontificato del 2013, 5.916.800 nel 2014 e 3.210.860 persone in tutto 2015, circa il 45% in meno dell’anno precedente.

Anche il Giubileo, indetto in modo ‘straordinario’ forse proprio per contrastare questa tendenza, sta registrando un clamoroso flop di presenze. Meno 30% dei pellegrini presenti agli incontri pubblici del Papa rispetto a Dicembre 2014 (da 461mila a 324mila) e addirittura meno 60% di presenze agli Angelus papali (da 390mila a 150mila). Inoltre secondo i dati ISTAT del 2014, secondo anno del pontificato di Papa Francesco, la partecipazione dei cattolici in Italia alla messa domenicale è scesa al 28,8% rispetto all’ultimo dato superiore al 30% con Benedetto XVI.

Sembra quindi che la nuova Chiesa ‘progressista’ di Papa Francesco non piaccia a molti. Probabilmente tanti cattolici preferirebbero che Bergoglio invece di benedire l’immigrazione incontrollata e ricevere in Vaticano i centri sociali prendesse posizione a sostegno del diritto dei bambini a nascere e crescere con un padre e una madre, messo sempre più in discussione dai sostenitori dell’ideologia gender, o difendesse in modo un po’ più convinto storiche tradizioni come presepe e canti natalizi, che rischiano di finire cancellate in nome del multiculturalismo.

Tutta colpa di Papa Francesco quindi? Sicuramente no. La crisi di consenso della Chiesa Cattolica in Italia è costante dal dopoguerra in poi, dovuta in parte alla crescente laicizzazione della società moderna ma anche al coinvolgimento del Vaticano in alcune delle pagina più nere della storia d’Italia (dalla scomparsa di Emanuela Orlandi alla morte del banchiere Calvi) e non solo (casi di pedofilia interna alla Chiesa vengono denunciati in quattro continenti). E anche sotto il pontificato di Bergoglio gli scandali non sembrano destinati a cessare, dal coinvolgimento delle cooperative cattoliche in ‘Mafia Capitale’ ed altre inchieste sul business dell’immigrazione fino alla sottrazione illecita dei fondi destinati all’ospedale romano ‘Bambin Gesù’.

Lorenzo Berti

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Commenti

commenti

4 Commenti

  1. Direi un fallimento voluto , contro i veri cristiani
    Basta pensare dopo quanti anni e’ uscito un film su Papa Karol ….mentre mi sembra che a Natale invece di un film su Gesù ….
    Incomincio a dare ragione ad Antonio socci

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