Roma, 26 ago – Altra imbarcazione di una Ong tedesca, altro ricatto pronto nei confronti dell’Italia. La nave Eleonore, dell’organizzazione non governativa Lifeline, ha infatti “soccorso 101 persone a bordo di un gommone che stava affondando a 43 miglia da Al-Khoms”. A scriverlo su Twitter è la Ong Mediterranea, che poi aggiunge: “La nave Mare Jonio ha offerto la sua assistenza e si sta dirigendo verso est”.

La stessa Mediterranea Saving Humans attacca poi la Guardia Costiera Libica: “Mentre erano in corso le operazioni di soccorso da parte del rescue team di Eleonore – si legge nel tweet della Ong – una motovedetta della cosiddetta ‘guardia costiera libica’ si è minacciosamente avvicinata al gommone, terrorizzando i naufraghi”. Un cinguettio seguito da un altro, in cui la Ong incalza: “Dopo che la motovedetta della cosiddetta ‘guardia costiera libica’ si è allontanata, le persone sono state tutte tratte in salvo a bordo della Eleonore che sta facendo rotta verso nord alla ricerca di un porto sicuro per lo sbarco dei naufraghi”.

Italia o Malta


Rotta verso nord, lapalissiano, significa puntare dritti all’Italia o a Malta. Solito giochino quindi, una nave di un’organizzazione non governativa di uno stato europeo (in questo caso, e non è l’unico, la Germania) carica decine di clandestini al largo della Libia e poi si dirige verso le nostre coste pronta a piangere se il governo italiano dovesse decidere di tenere chiusi i porti. La storia dunque è sempre la stessa, un continuo deja vu a cui assistiamo purtroppo da un bel po’ di tempo e che palesa la volontà delle Ong di aggirare sistematicamente la legge.

Alessandro Della Guglia

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