Milano, 22 nov – Sono 97 le espulsioni rese effettiva dall’inizio dell’anno a oggi. Tutte relative a soggetti legati al jihadismo e all’estremismo religioso. 229 quelle eseguite dal 1 gennaio 2015. Il primato spetta alla Lombardia, dove vivevano un quarto degli espulsi, e in particolare a Milano, dove in meno di tre anni sono stati rimandati a casa 22 soggetti ritenuti a rischio di radicalizzazione.

L’ultimo caso è avvenuto ieri mattina, quando a essere rimandato a casa con un volo di sola andata a Malpensa a Casablanca, è stato un marocchino di 37 anni. Il motivo? Voleva accoltellare i passanti. A rendere nota l’espulsione è stato il Viminale, che ha emesso il provvedimento firmato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, dopo che il 37 enne nordafricano è stato più volte segnalato e interessato da un’attentata indagine investigativa durata mesi e condotta dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della Direzione Centrale di Polizia di Prevenzione e dalla DIGOS di Milano.

Sui social network pare che il nordafricano postasse contenuti legati alla propaganda jihadista e scriveva di volersi unire ai combattenti dell’Isis in Medio Oriente. In caso non fosse riuscito a fare il jihadista in Siria o zone limitrofe, si sarebbe accontentato di accoltellare passanti a caso, dato che non gli avevano rinnovato il permesso di soggiorno.

“Se Dio vuole questa sarà la vostra bara” è quanto c’era scritto su un cartoncino, insieme al disegno di una bara e ai nomi di molti Paesi occidentali, rinvenuto nell’abitazione del marocchino durante la perquisizione che ha portato all’emissione del decreto di espulsione.

Anna Pedri

 

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5 Commenti

  1. Per un espulso con a corollario la fanfara delle truppe cammellate della, ehm, Stampa nostrana, direi che qualche centinaio di galantuomini magrebini sono entrati clandestinamente in Italia. Siamo governati, da, a modo loro, dei geni assoluti.

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