Roma, 7 nov – La fabbrica dell’ex Penicillina a Roma è un luogo sottratto alla sovranità dello Stato e dei cittadini italiani, un buco nero di puro degrado dove le regole le fanno le centinaia (c’è chi dice siano oltre mille) immigrati clandestini che la abitano. Adesso lo sanno anche gli spettatori del programma di Rai Uno “Storie Italiane”, ma soprattutto lo sa la giornalista Roberta Spinelli, che insieme al suo operatore ha passato alcuni minuti di puro terrore.

Nonostante si fosse fatta scortare all’interno da alcuni membri delle forze dell’ordine (stando almeno al racconto della conduttrice in studio Eleonora Daniele), è stata vittima di un’aggressione da parte degli abitanti dell’ex Penicillina, che iniziano a mal sopportare la presenza delle telecamere ora che lo sgombero sembra sempre più vicino. Prima le è arrivata una bottigliata, poi è stata circondata e strattonata da alcuni immigrati clandestini di origine africana (dentro vi abitano anche alcuni “italiani” ma in numero molto esiguo, la quasi totalità sono africani).

Nonostante il grande spavento è riuscita ad uscire illesa da quest’angolo di terzo mondo collocato sulla via Tiburtina, una struttura che ricorda più uno slum di Johannesburg che la periferia di una capitale europea. Una ferita per Roma, che fino ad oggi non aveva meritato la ribalta del grande pubblico.

Davide Romano

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