Roma, 2 nov – Facebook ha sempre chiarito fin dall’alba dei suoi tempi che i propri utenti, nel momento dell’iscrizione al social network più famoso al mondo, avrebbero dovuto necessariamente utilizzare il proprio nome reale. Questo perché il social ha sempre voluto mantenere un aspetto di “realtà”, professionalità e di tutela degli iscritti che fino a quel momento non esisteva in altre piattaforme come Myspace o Netlog -e che comunque non era necessariamente richiesta.

Col tempo tuttavia il modo di utilizzare Facebook sembra essere cambiato: da una parte adesso l’azienda tenta di recepire molte più informazioni sugli utenti al fine di offrirgli pubblicità, sponsorizzazioni ed un’esperienza sempre più coinvolgente sotto ogni aspetto della propria vita, se non totalizzante. Dall’altra parte l’utente, se prima utilizzava il social più come una chat ed un sistema per condividere qualche foto con gli amici ma comunque in un’atmosfera “intima” (ce ne possiamo rendere conto andando a vedere come utilizzavamo le nostre bacheche nel 2009 o se pensiamo che inizialmente facebook era di default un social con i profili privati), oggi tende a sfruttare la propria pagina come un vero e proprio specchio per esaltare al massimo tutto quello che viene fatto nella propria vita e renderlo pubblico ai propri amici, ai propri conoscenti e agli specialisti dei marketing dell’azienda in un vero e proprio eccesso di ego.

È chiaro che Facebook non è un semplice social ma un ente informatico che modifica i propri contenuti in base alle richieste che gli utenti inconsciamente danno.

Manager dell'azienda
Alex Schultz, manager dell’azienda

Proprio per questo motivo a Dicembre Facebook effettuerà dei test che stravolgeranno il senso iniziale di un profilo utente: secondo le dichiarazioni di Alex Schultz, manager dell’azienda, annuncia che la policy di chiedere agli utenti di utilizzare solo nomi “autentici” verrà modificata. Questa svolta avviene in seguito alla proteste della comunità Lgbt, Trans e dei Nativi Americani che spesso utilizzano nomi di fantasia per registrarsi.

Il social darà quindi la possibilità di inserire tra le informazioni personali le motivazioni che hanno spinto all’utilizzo di un determinato nome. Questo secondo Alex Schultz aiuterà il team a capire meglio la situazione che ha portato alla scelta. Inoltre verrà reso più difficile segnalare un utente con la motivazione dell’utilizzo di un nome falso, così da scoraggiare chi abusa dello strumento delle segnalazioni e tutelando chi decide di non usare i propri dati anagrafici.
In ogni caso Schultz afferma che l’azienda incoraggerà ugualmente l’utilizzo del nome con cui si è conosciuti da amici e parenti, perché rende il social più sicuro e più efficiente contro atti di molestie, bullismo e frodi svolte nell’anomimato.

Se da una parte viene da dire che finalmente non ci saranno più tanti profili cancellati a causa di un nome falso, dall’altra viene da riflettere sul fatto che anche in questo caso facebook punterà a recepire informazioni sull’utente chiedendogli le motivazioni dell’anomala scelta di non dare le proprie generalità sul profilo, pur non obbligandolo a farlo. Nulla di nuovo sul modus operandi dell’azienda ma anche in questo caso un’apparente richiesta di libertà viene sfruttata per ingrossare i database dell’azienda.

 

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