Verbania, 26 mar – Ottenere la cittadinanza italiana? Una bazzecola, basta essere brasiliani e rivolgersi a un’organizzazione criminale specializzata nel farvela avere. L’operazione “Super Santos”, condotta dalla Polizia tra le province del Verbano-Cusio-Ossola e dell’Alto Novarese, ha portato all’arresto di sette brasiliani che in appena tre giorni erano riusciti a far ottenere la cittadinanza italiana a 800 immigrati brasiliani, inventando antenati italiani, ricostruendo parentele fittizie e producendo documentazioni false.

Un giro di affari impressionante, ogni brasiliano coinvolto pagava 7mila euro in contanti per ottenere il prezioso documento. Per i sudamericani che avessero avuto voglia, questa “agenzia alternativa” organizzava pure escursioni sul Lago Maggiore e degustazione di prodotti tipici locali. Tra gli arrestati anche un parroco di Padova, che aveva collaborato con la rete criminale per pochi soldi e battezzato un bambino brasiliano nonostante fosse a conoscenza che i documenti dei genitori erano falsi.

A chi sborsava 7mila euro, l’organizzazione garantiva la cittadinanza inducendo in errore gli impiegati degli uffici Anagrafe perché facessero risultare gli “assistiti” residenti nei Comuni coinvolti (una trentina), ottenendo così illegalmente i requisiti per chiedere la cittadinanza italiana. Dopodiché i finti neoitaliani postavano su Facebook un selfie col passaporto in mano e con alle spalle l’ingresso del Municipio in cui lo avevano ottenuto. A quel punto potevano prendere un volo per Stati Uniti e Canada dove, da cittadini Ue, sarebbe entrati più facilmente.

Un giro d’affari da 5 milioni di euro

Il sistema messo in piedi da questa vera e propria rete criminale, ha fruttato la “modica” cifra di 5 milioni di euro in pochissimo tempo. Le forze dell’ordine hanno inoltre scoperto che i richiedenti la cittadinanza erano ospiti in circa sessanta alloggi che la banda metteva loro a disposizione. Gli arrestati sono adesso accusati di falsità ideologica in atti pubblici, mentre per il parroco padovano e per un altro brasiliano l’accusa è anche di corruzione per falsità in certificato amministrativo.

“Dopo l’operazione della Polizia di questa mattina, la pacchia finisce per altri furbetti dei documenti facili. Altro che ius soli e cittadinanze in regalo, occorrono rispetto e controlli. Grazie ancora a Forze dell’ordine e inquirenti”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. …”Altro che ius soli e cittadinanze in regalo, occorrono rispetto e controlli. Grazie ancora a Forze dell’ordine e inquirenti”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.”……..come non detto….

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