Roma, 29 ott – E’ guerra tra Lilli Gruber e Vittorio Feltri. Da qualche giorno, infatti la conduttrice di Otto e mezzo e il direttore di Libero non stanno risparmiando i colpi sotto la cintola, in un botta e risposta che non ha ancora trovato la parola fine. Tutto è cominciato con l’attacco di Costanza Cavalli nei confronti della Gruber, apparso proprio su Libero, nel quale la si accusava di servilismo nei confronti di sinistra e poteri forti.   

E la Gruber ha risposto così, affidando il suo pensiero ai microfoni di Un giorno da pecora: “Per Feltri io sarei così di sinistra da non usare la destra nemmeno per impugnare la forchetta?”, ha commentato ricordano una frase detta in precedenza da Feltri “Veramente io sono mancina… a questo poveretto in andropausa grave gli dice proprio malissimo”. Risposta a cui è seguito subito il tweet del giornalista bergamasco, che ovviamente si è ben guardato dal farle sconti: “Lilli Gruber alla radio, Un giorno da pecora, mi insulta per un articolo non scritto da me su di lei. Dice che sono affetto da andropausa grave, ignorando peraltro che non si tratta patologia. Le concedo attenuanti geriatriche vista la sua età”.

Stamattina, il seguito del tweet ha fatto la sua comparsa sulle pagine del quotidiano di cui è direttore: “Le critiche anche aspre mi lasciano indifferente se riguardano il mio personale lavoro. Si dà il caso però che in questa circostanza il pezzo che l’ha infastidita non sia opera firmata da me bensì della collega Costanza Cavalli, la quale per altro ha una penna incisiva ma delicata, e si è limitata a registrare alcuni tic della famosa o famigerata conduttrice”, spiega Feltri. E poi l’affondo: “Succede a una certa età di fare confusione e di dire scemenze, per cui concedo a Lilli le attenuanti geriatriche. Sarebbe assurdo prendersela con una signora invecchiata precocemente, e tuttavia non rassegnata al trascorrere degli anni, al punto da nascondere la propria decadenza con la squallida chirurgia plastica che le sfigura il volto rendendolo ridicolo”.

Un attacco che metterebbe in ginocchio anche la più insensibile delle virago, ma Feltri, non pago, decide di piantare i proverbiali chiodi sul coperchio della cassa e conclude che “la citata andropausa non è una patologia bensì un fenomeno naturale molto meno accentuato della menopausa”, di cui la Gruber “è vittima innocente da lustri, senza che nessuno abbia avuto il cattivo gusto di rammentarglielo. Provvedo io a rinfrescarle la memoria, non potendo rinfrescarle la mente offuscata e il corpo in disfacimento fisiologico“. Già ce la immaginiamo, la risposta della giornalista altoatesina, che si giocherà la carta del vittimismo, della supremazia del testosterone, dell’attacco sessista, della maleducazione maschile. Quando invece, sarebbe bastato guardarsi allo specchio prima di aprire bocca.

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. In attesa che la Lilli più o meno nazionale replichi atteggiandosi a vittima ferita nella sua femminilità, giova qui ricordare come attaccò la “panzetta” di Salvini senza farsi troppi scrupoli nell’enunciare la sua battutaccia da trivio. Com’è il detto? “Chi la fa, l’aspetti”. Eccola lì.

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