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Siena, 1 ago — Le spregevoli dichiarazioni di Tomaso Montanari sui martiri delle Foibe e sul Giorno del ricordo («una legge neofascista che va cancellata») non rappresentano la comunità cittadina senese, e infatti Montanari — pur essendo rettore dell’Università per stranieri di Siena — «non ne fa parte»: lo afferma il sindaco di Siena Luigi De Mossi, che oggi è voluto intervenire prendendo le distanze da Montanari. A tal proposito, il primo cittadino ha voluto scusarsi con la comunità istriano-dalmata invitandola a organizzare insieme un convegno «per tenere vivo il ricordo e la memoria».



Il sindaco di Siena prende le distanze da Montanari

«Ogni vita è importante, ogni sofferenza da rispettare e non si valuta un eccidio in base ai numeri», esordisce De Mossi in un post pubblicato su Facebook. Il sindaco di Siena si scusa, a nome del Comune e della «comunità senese tutta» con la comunità istriana e dalmata «per le affermazioni fatte da chi è eletto, ma non ancora nominato, a capo di un’istituzione della città». Le dichiarazioni di Montanari, precisa De Mossi, «non rappresentano per stile, moderazione e pensiero la civiltà senese e i valori che essa da sempre tramanda nella storia e nella cultura». Pertanto, «chi ha usato queste espressioni, infatti, non fa parte di questa comunità, perché evidentemente non ne condivide i principi».

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Le scuse alla comunità istriano-dalmata

Prendendo ulteriormente distanza dall’oltraggio di Montanari il sindaco di Siena invita «ufficialmente i rappresentati della comunità istriano dalmata, anche al fine di programmare un convegno sulle note vicende e tenere vivo il ricordo e la memoria». Come primo cittadino «è nostra prerogativa spiegare bene a quei pochi che non sanno, anche se lo dovrebbero sapere per il ruolo accademico che ricoprono, le sofferenze patite da quella comunità».

Non si valuta un eccidio in base ai numeri

«Non è mai stato e non farà mai parte della comunità senese valutare un eccidio in base ai numeri, ogni vita è importante ed ogni sofferenza deve essere rispettata», ha aggiunto De Mossi. «Chiediamo una risposta esplicita dall’Università per stranieri che fin qui con un incerto comunicato non ha chiarito il proprio pensiero. Dobbiamo sapere – conclude il sindaco di Siena – se l’ateneo si riconosce o meno in quanto affermato dal futuro rettore».

 

Cristina Gauri

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