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Roma, 3 feb – Nuovi sviluppi nella vicenda di Francesca Di Napoli, la madre romana a cui gli assistenti sociali vogliono portare via cinque figli. Come annunciato il 21 gennaio scorsoJacopo Marzetti, garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio, dopo aver ascoltato la storia di Francesca, ha convocato presso i suoi uffici la presidente del VII Municipio di Roma, Monica Lozzi, e il servizio sociale di competenza. L’incontro si è svolto giovedì scorso (30 gennaio); la presidente e i responsabili del servizio sociale sono stati ascoltati separatamente. L’obiettivo del garante era quello di comprendere meglio una vicenda dove, per utilizzare un eufemismo, non mancano i lati oscuri.

Rivalutare il caso Di Napoli

Particolarmente positivo l’incontro tra la presidente Lozzi e il garante: nonostante la decisione del Tribunale dei minori, che in base alle relazioni (piene di false dichiarazioni) degli assistenti sociali ha deciso per il trasferimento in due case famiglia per i figli di Francesca Di Napoli, le due figure istituzionali sono d’accordo sulla necessità di una “rivalutazione del caso” e la ricerca di una “soluzione alternativa al trasferimento dei cinque ragazzi in due case famiglia”. Tra le facoltà del garante per l’Infanzia rientra la possibilità di scrivere direttamente al giudice, al fine di chiedere una nuova valutazione del caso alla luce dei nuovi elementi riscontrati in merito alla situazione familiare.

La presidente Lozzi, che dopo aver ricevuto Francesca Di Napoli in Municipio si è voluta recare presso la sua abitazione per conoscere il resto della famiglia, auspica una soluzione diversa da quella prospettata dagli assistenti sociali della cooperativa Ermes (che ha l’appalto presso il VII Municipio di Roma per la gestione dei minori sotto tutela dell’autorità giudiziaria). “Quella di Francesca è una casa dignitosa”, spiega la Lozzi. “Mi sembra una famiglia normale. Spero che i cinque ragazzi possano rimanere nella loro abitazione insieme alla madre. Spero che si possa attuare un sistema di tutele diverso e meno invasivo rispetto al trasferimento in casa famiglia”.

L’assistente sociale in “fuga”

Continueremo a darvi aggiornamenti sul caso di Francesca Di Napoli. Dal 20 dicembre 2019, giorno in cui era previsto il trasferimento dei tre figli più grandi in una casa famiglia, non ha più ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Per il momento sappiamo solamente che dopo le nostre inchieste le strutture che dovevano ospitare i cinque ragazzi si sono stranamente tirate indietro. Mentre Maria Dell’Abate, l’assistente sociale della cooperativa Ermes che aveva l’incarico di seguire la famiglia Biandrati-Di Napoli, è letteralmente scomparsa. Sappiamo solo per via indiretta che ha rinunciato all’incarico.

N.B. Nei link all’interno del testo i collegamenti agli articoli precedenti che ricostruiscono il caso di Francesca Di Napoli

Davide Di Stefano

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