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Frosinone, 18 apr – I carabinieri di Piedimonte San Germano (Frosinone) hanno eseguito questa notte l’arresto di Donatella Di Bona, 29 anni, con l’accusa di aver ucciso il proprio figlio Gabriel Feroleto, di due. La donna nella giornata di martedì aveva chiamato ambulanza e forze dell’ordine per denunciare l’investimento del piccolo da parte di un pirata della strada. I carabinieri, sospettando sin da subito che la madre stesse nascondendo qualcosa, l’hanno messa alle strette con un incalzante interrogatorio che ha portato i militari alla conclusione: sarebbe stata Donatella Di Bona a strangolare il bimbo. Era parso subito chiaro che il racconto della madre presentasse incongruenze con la scena che si presentava a chi era arrivato per soccorrere Gabriel. Secondo i militari è stata lei, forse colta da un raptus di follia, a strangolare Gabriel mentre faceva qualche capriccio perché voleva tornare dalla nonna, che abita vicino a loro. “Piangeva e voleva tornare a casa dalla nonna, gli ho stretto il collo e chiuso la bocca per farlo stare zitto”, è la confessione riportata da FrosinoneToday. La donna aveva dapprima detto di essere stata lei ad investirlo, ma il veicolo non presentava danni, mentre invece la Di Bona presentava graffi e lividi, segni probabilmente lasciati del bambino mentre lottava per la propria vita. 



Il racconto della vicina

Così una vicina di casa della madre di Gabriel ha raccontato ai microfoni di CiociariaToday di non conoscere molto Donatella, “non è che la frequentassi molto. Vedevo il bambino quando uscivano e passavano davanti casa. A volte il piccolo si allontanava da solo, diceva ridendo che doveva andare al bar, ma poi veniva ripreso e riportato dentro”. Il bambino, spiega la donna, era “allegro e solare, quello che è successo mi ha sconvolto”. La donna, afferma la vicina, “aveva anche rapporti abbastanza normali con il marito, che vive altrove, spesso veniva a trovare il figlio, il piccolo Gabriel, e a quanto ne sappiamo avevano rapporti civili. L’unico elemento che fa pensare e riflettere è che negli ultimi tempi Donatella diceva di stare male e di frequente veniva portata in ospedale, anche in ambulanza: brevi permanenze, roba di mezza o un’intera giornata, nel nosocomio di Cassino, poi tornava a casa. Forse, ma è una supposizione, non stava bene di animo, forse era depressa, ma queste sono cose che solo lei e i medici sanno”.

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Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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