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Verona, 1 mag – Una copia del libro a fumetti sulla tragica vicenda di Sergio Ramelli in ogni istituto superiore di Verona, da conservare nella biblioteca scolastica. E’ questo l’ordine del giorno, proposto dal consigliere Andrea Bacciga in prossimità del 29 aprile – anniversario della morte del giovane militante -, accolto dal Comune di Verona. Parliamo del fumetto Sergio Ramelli. Quando uccidere un fascista non era reato edito da Ferrogallico. Il volume è realizzato da Marco Carucci e Paola Ramella. L’iniziativa ha – ovviamente – trovato l’opinione contraria e le critiche delle forze politiche sinistrorse. «L’intento dichiarato è quello di riscattare e celebrare i morti “di parte” delle violenze degli Anni di Piombo», tuonano i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, unitamente al segretario provinciale Maurizio Facincani e al segretario cittadino del PD Luigi Ugoli.

Come riporta VeronaToday, per gli esponenti dem “Si tratta di un messaggio aberrante e pericoloso, non degno di un Comune della Repubblica Italiana, perché finisce per legittimare il clima di quella stagione buia nella quale trovò terreno fertile il terrorismo”, di cui Sergio è stato vittima e non carnefice, gioverebbe ricordare a questi soloni. Ma la “controffensiva” dei democratici non finisce qui: il Pd ha intenzione di bloccare la distribuzione del fumetto. Lo fa sapere per bocca del  senatore veronese Vincenzo D’Arienzo, che invoca l’intervento del ministro Marco Bussetti. «Riteniamo presente un disegno nazionale politico e culturale – spiega – volto ad inquinare la coscienza civile italiana orientandone i convincimenti e la conoscenza attraverso la valorizzazione di personaggi e fatti che, seppure collocati dalla parte sbagliata della storia, ancorché vittime di violenza, vengono utilizzati come icone per rendere il pensiero fascista meno brutale di quello che in realtà è stato ed è», afferma D’Arienzo.

Cristina Gauri

 

3 Commenti

  1. Bellissima e toccante storia a fumetti. Compratela, ne vale la pena e farete una buona cosa per gli autori e l’editore controcorrente