Genova, 14 gen – Mentre il direttore artistico del Festival di Sanremo Claudio Baglioni lancia appelli alla pace e all’unione tra le culture in Italia e addossa al governo del vicepremier Matteo Salvini tutte le colpe del razzismo in Italia, proprio sotto il suo naso (o per meglio dire, palco) avviene l’ennesimo episodio di violenza che si riconnette ai problemi generati dall‘immigrazione nel nostro Paese.

“Una serata come tante, paura in città per una maxi rissa fra immigrati“, racconta Alessandro Piana capogruppo della Lega in Liguria. E si riferisce  al gigantesco scontro, avvenuto nella zona Foce di Sanremo, tra almeno sette magrebini. Diversi i feriti. I Carabinieri hanno effettuato alcuni fermi, ma non è la prima volta che  in questo quartiere della città ligure accadono episodi simili, sempre tra “risorse”. “Caro Claudio Baglioni, ti do un’idea”, continua il capogruppo leghista richiamando l’attenzione del cantautore romano che terrà le redini del Festival della canzone italiana, “visto che i tuoi compagnucci li hanno fatti entrare e si trovano già a Sanremo, falli esordire sul palco dell’Ariston con le nuove proposte“.

Messa da parte l’ironia, il leghista tira ancora le orecchie al Baglioni, ricordandogli che “la sicurezza è un diritto. I cittadini di Sanremo e di tante altre città italiane meritano di vivere tranquilli nel loro territorio. Un artista può esprimere il suo pensiero come chiunque altro, ma quando viene pagato con soldi pubblici per fare l’artista dovrebbe attenersi solo a quello, evitando di approfittare della sua posizione per fare comizi politici a sproposito“. Insomma, il Festival di Sanremo sembra proprio avere un concorrente, e nella stessa città: il festival delle mazzate. Magari nella prossima conferenza stampa Baglioni, Bisio e company, tireranno fuori un monologo sulle gioie della rissa multiculturale?

Ilaria Paoletti

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Commenti

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7 Commenti

    • Purtroppo si, altrimenti penso non andrebbe più in onda…
      Ma d’altronde, se l’italia si trova in queste condizioni sarà a causa di qualcuno, o no???

  1. “Un artista può esprimere il suo pensiero come chiunque altro, ma quando viene pagato con soldi pubblici per fare l’artista dovrebbe attenersi solo a quello, evitando di approfittare della sua posizione per fare comizi politici a sproposito”. Come a dire, siccome sei pagato dallo stato non puoi essere libero di criticare le sue scelte. Questo comportamento a casa mia ha un nome mia cara Ilaria Paoletti, si chiama dittatura.

  2. Forse la scrivente dovrebbe prima approfondire qual è, dall’antica Grecia a oggi lo statuto dell’artista. Chi parla della intersezione tra mondo interno ed esterno, chi è chiamato a dar voce alla complessità delle vicende umane se non l’artista?Cominciamo a bruciare di nuovo tutto quindi, come già fu fatto nel 1933. Allora si parlava di “arte degenerata” e gli artisti che venivano banditi si chiamavano van Gogh, Kandinsky e Picasso.
    Coraggio.

  3. Ma che minchia dite? Baglioni è un canzonettaro altro che grande artista, che interpreta il mondo e si è ben tenuto alla larga dalla contestazione negli anni ’70 quando era in auge e contestare il sistema era di moda, preferendo essere il ragazzo dal faccino pulito che canta di amore e piace alle teenagers e adesso si mette a fare il rivoluzionario? Il festival di Sanremo non è certo il contesto adatto ad esternazioni politiche che nessuno gli impedisce ma che sarebbero più appropriate in altri ambienti, potrebbe andare da quella minchia di Fazio per esempio.
    Il festival di Sanremo è un programma di canzonette mi spiegate che c’entra la politica? La gente che lo guarda vuole distrarsi con qualcosa di leggero non sorbirsi i sermoni dell’ ennesimo vip radical chic che si erge a paladino della globalizzazione travestito da anima bella.

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