Torino, 8 gen –  «Mi hanno assalito perché sono gay», aveva scritto pubblicando la foto del suo volto escoriato e tumefatto e accusando dell’aggressione gli abitanti di via Biglieri 48 a Torino. Leonardo Ranieri, 53enne torinese, due giorni fa ha denunciato di essere stato selvaggiamente picchiato da un gruppo di uomini perché omosessuale. All’aggressione era seguito l’inevitabile sfogo sui social e l’ancora più inevitabile gara di solidarietà mediatica da parte di testate giornalistiche progressiste e associazioni lgbt.

Ma il signor Leonardo si era dimenticato di includere nel post su Facebook alcuni particolari della vicenda, dal momento che gli inquilini dello stabile, finalmente chiamati in causa, hanno fornito una diversa versione dei fatti: «Con Leonardo ci sono problemi da sempre», sostiene Antonio Benedetto, presidente del comitato inquilini, «nessuno lo tratta male perché è gay. Ma in molti si tengono alla larga da lui perché spesso è ubriaco. I bar della zona lo hanno bandito perché è molesto. Anche martedì, secondo alcuni testimoni, lo era».

Una testimone racconta: «Ho sentito urlare in cortile. Mi sono affacciata e Leo stava dando di matto. Gridava di essere stato stuprato e aveva già il viso tumefatto. A un certo punto ha afferrato un bidet dall’immondizia e lo ha lanciato contro una macchina sfondando il vetro». Particolari che il 53enne torinese si è ben guardato dal raccontare su Facebook, preferendo giocarsi la carta del vittimismo. Le forze dell’ordine, ripetutamente sollecitate, sono intervenute solo parecchio tempo dopo.

Il signor Benedetto ha ammesso che gli abitanti di via Biglieri, vedendosi vandalizzare i propri mezzi di trasporto, si sono inferociti lasciandosi andare a insulti non proprio homo-friendly: «È vero, lo hanno insultato. Erano tutti arrabbiati perché stava spaccando le macchine in cortile. Sa, qui c’è tanta gente ignorante ed è vero che gli hanno urlato “frocio” e “ricchione”. E forse è partito anche qualche spintone. Ma il caos è scoppiato perché lui era fuori di testa e la gente ha reagito». Le testimonianze della gente sono state raccolte dagli agenti, che hanno fatto anche un elenco delle macchine danneggiate. «Ora sto cercando di mettermi in contatto con l’Arcigay per avere un chiarimento pubblico. Qui nessuno ce l’ha con i gay», sostiene il signor Benedetto.

Cristina Gauri

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3 Commenti

    • per tutto il resto c’è repubblica, l’espresso, il corriere, il fatto quotidiano, il manifesto, internazionale, la stampa,
      non ti bastano?

  1. Se le organizzazioni che pretendono di tutelare gli omosessuali fossero serie rimarcherebbero l’ipocrisia e le bugie del signor Leonardo in questione, cosi’ si meriterebbero il rispetto di chi non crede a quello che loro predicano. Invece nella realtà si fanno i titoloni sui quotidiani finanziati anche da noi … poi si scopre un’altra verità, si scopre che questo tale è un impostore e bugiardo e allora che cosa c’entra il fatto che sia un omosessuale?

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