Roma, 24 giu – Il Gay Village di Roma è fallito. Uno degli eventi LGBT più noti, organizzato ogni estate a partire dal 2002, non farà più parte dell’estate romana. I motivi del crac sono diversi, a partire dal buco di 600mila euro della società che gestiva il locale. Il quotidiano capitolino Il Tempo ha pubblicato i bilanci che evidenziano le cause di un fallimento per certi versi inatteso, visto che il locale era aperto da ben 18 anni. La paura degli attentanti dell’Isis e le nuove misure di sicurezza che hanno inasprito le norme, facendo dunque aumentare le spese per l’idoneità della struttura, avrebbero però  dato il colpo di grazia al Gay Village.

Nel bilancio viene segnalato anche il danno subito dalla forte pioggia che ha colpito lo scorso anno la Capitale, causando un danno di 100mila euro. Inoltre l’ideatrice, nonché una delle principali animatrici, Imma Battaglia, ha mollato la gestione degli affari per quasi un anno per dedicarsi ai preparativi della sua unione civile con Eva Grimaldi. Fattore che pare abbia ulteriormente aggravato la situazione.

“E’ semplicemente fallito”

La stessa animatrice ha puntato comunque il dito sul locale concorrente, il Qube di Portonaccio, che a suo avviso avrebbe cercato di trarre profitto dalle difficoltà del Gay Village. “Il Qube vuole fare denaro sulla fama degli altri”, ha dichiarato la Battaglia. Dal Qube è però arrivata la replica: “Il Gay Village non esiste più semplicemente perché è fallito”. Sia come sia, uno dei simboli LGBT ha chiuso i battenti.

“In questo Paese non si può vivere con i politici che fanno propaganda sulla vita delle persone. Sono sempre stata un’attivista, politica in qualche modo, e credo che pubblico e privato non possano essere divergenti. Ed è anche un messaggio per questi politici così ipocriti, perché penso che sia il governo più gay che ci sia mai stato, peccato che non lo dice nessuno”, aveva dichiarato lo scorso aprile Imma Battaglia parlando del suo matrimonio con Eva Grimaldi. Adesso dovrà trovare un altro locale per lanciare messaggi contro i “politici ipocriti”.

Alessandro Della Guglia

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