Roma, 30 ott – Qualunquisti, apatici, incapaci di conflittualità ma, ehi, sono grandi fan della Ue e della globalizzazione, quindi va benissimo così. Sono i giovani italiani, così come emergono dal sondaggio dell’Osservatorio di Demos-Coop, condotto nei giorni scorsi e proposto oggi su Repubblica. Il ritratto è sconfortante: ne emerge una generazione completamente priva di rabbia e di volontà di ribellione, anche di quella più istintiva e immediata, ovvero contro i genitori.

Anzi, i giovani italiani sono particolarmente legati alla famiglia. È un bene? Dipende. In questo caso non sembra proprio che la famiglia venga valorizzata come depositaria di valori o di una trasmissione culturale. Si tratta, al contrario, di un bozzolo caldo che protegge dal mondo. Non a caso, nel sondaggio il 39% dei ragazzi, quasi 4 su 10, ammettono di “sentirsi solo”. In compenso, l’obbiettivo di “fare carriera” è molto ambito dal 41% dei più giovani: quasi 10 punti in più rispetto ai primi anni 2000. La componente che considera importante la politica non va oltre il 14%, quella che dà un’importanza fondamentale alla religione è il 7%, meno di un terzo rispetto al 2003.


In compenso, il 47% dei giovani tra 15 e 24 anni prova molta o moltissima fiducia nella Ue, il 51% di loro crede fortemente nella globalizzazione. Il 56% di loro, poi, ha molta fiducia in internet, in questo superati però dalla fascia d’età successiva: il 59% dei ragazzi che hanno tra 25 e 36 anni ha aspettative esagerate riguardo alla rete. Bene così, ragazzi: non lottate, non impegnatevi, internet e la globalizzazione risolveranno tutti i vostri problemi. L’importante è crederci.

Roberto Derta

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3 Commenti

  1. Sarebbe interessante sapere come Repubblica ha reclutato i ragazzi da intervistare. Normalmente in queste occasioni si ricorre a figli e parenti di dipendenti e giornalisti, naturalmente ben indottrinati.

  2. Nipoti e figli di sesssantottini drogati marci, sono nati con i neuroni bruciati, ereditati da nonni e genitori. In più sono ignoranti come verze… povera Italia

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