Roma, 2 gen — Continuano senza sosta i blitz ambientalisti messi a segno dai gretini del movimento Ultima generazione: stamattina il furore degli eco-rompiballe ha colpito la facciata del Senato a Roma. Muri, finestre e uno dei portoni sono stati imbrattati di vernice da alcuni attivisti del movimento ecologista — noto in città per i blocchi sconsiderati del traffico sul GRA e per alcuni atti vandalici ai danni dei musei cittadini — fino all’arrivo dei carabinieri e degli agenti di polizia, che hanno fermato cinque persone la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti. I cinque gretini sono stati portati in questura dalla Digos e dalle volanti.

I gretini di Ultima generazione imbrattano il Senato

«Nessun alibi, nessuna giustificazione per un atto che offende tutte le istituzioni e che solo grazie al sangue freddo dei carabinieri non è trasceso in violenza». Duro il commento del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha sottolineato: «il Senato è stato vigliaccamente scelto perché, a differenza di Palazzo Chigi, della Camera dei deputati e di altre istituzioni, non ha mai ritenuto fino a ora di dover creare un area di sicurezza attorno all’edificio. Ho convocato immediatamente per domani alle ore 15 il Consiglio di presidenza del Senato per ogni opportuna decisione».

Gli eco-stupidi e il ricatto morale alle istituzioni

Rilanciano invece i gretini, convinti che la loro opera di vandalizzazione possa risultare propedeutica a sensibilizzare politici e istituzioni sul tema del riscaldamento globale chiedendo loro, sostanzialmente, di tassare a morte i cittadini e decapitare l’economia (la chiamano «transizione energetica») per inseguire il sogno bagnato delle «zero emissioni». «La narrativa tanto in voga secondo la quale ognuno di noi può individualmente contribuire a limitare i danni del riscaldamento globale, salvando il pianeta, è senz’altro positiva ma fortemente irrealistica», spiega un’attivista a RomaToday.

«Sono i governi e le istituzioni ad avere il potere decisionale per avviare una transizione energetica effettiva, per modificare e regolare le produzioni di energia e di beni e il sistema dei trasporti, per arginare concretamente le cause della crisi climatica. L’azione individuale non basta». Non lo nascondono più: non basta instillare il senso di colpa nell’uomo occidentale perché non ricicla gli spazzolini da denti, non basta impedirgli di recarsi al lavoro bloccando il Gra con sit-in dementi. Ora scatta la fase 2, ovvero chiedere a gran voce che i governi si impegnino a varare norme ammazza-economia nel nome della sostenibilità ambientale. «Non possiamo illuderci che fare la raccolta differenziata e partecipare a cortei organizzati sia sufficiente».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Ma non ci sono sempre i carabinieri li alla porta?… Ambientalisti del c a ZZ o…. Quelli veri dovrebbero difendere la causa

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