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Green pass attivo in Italia. Cos’è, come funziona e come si richiede

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Roma, 18 giu – Il green pass è attivo anche in Italia: il certificato verde Covid-19 è online da ieri dopo il via libera del premier Mario Draghi al nuovo Dpcm. Il decreto anticipa la diffusione del lasciapassare digitale che permetterà l’accesso ad eventi e strutture nel nostro Paese e che permetterà dal primo luglio liberi spostamenti nella Ue. Ma cos’è, come funziona e, soprattutto, come si fa ad ottenerlo? Tutte le risposte sono sul sito del governo dedicato alla certificazione verde.

Green pass: ecco dove si richiede

Il green pass, gratuito, si richiede tramite: il sito dedicato del governo (qui il link), il sito del fascicolo sanitario regionale (qui il link), selezionando la Regione di residenza, l’app Immuni o l’app IO. E’ necessario riportare il numero di tessera sanitaria e uno dei codici unici ricevuti per: avvenuta vaccinazione (sia prima dose, sia completa), avvenuta guarigione, esito negativo del tampone nelle ultime 48 ore. I codici vengono inviati via sms o via mail dal ministero della Salute ai contatti forniti al momento della prestazione.


Non solo online



Chi non ha molta confidenza con gli strumenti digitali e Internet, non possiede uno smartphone o non sa usare un pc, può comunque contare su un canale “analogico” per richiedere il green pass. E’ necessario rivolgersi a uno tra medico di base, pediatra di libera scelta o farmacista. Riferendo il codice fiscale e i dati della tessera sanitaria, uno di questi professionisti potrà verificare i requisiti e scaricare la certificazione verde, che a questo punto si potrà stampare. Il pass, che sia digitale o cartaceo, è un QR code che può essere letto da chi è autorizzato alla verifica.

Ecco quanto dura

Il green pass si ottiene a una di queste tre condizioni: vaccinato, guarito, in possesso di test molecolare o antigenico negativo. Attenzione però, le tre categorie ricevono lo stesso certificato ma di durata differente. Chi ha ricevuto la prima dose del vaccino avrà un pass valido da 15 giorni dopo l’iniezione al richiamo. Per chi ha fatto anche il richiamo, da subito e per i successivi 9 mesi. Per chi è guarito dal Covid, 6 mesi dal certificato di guarigione. Per chi ha eseguito il test, 48 ore. Se ci si contagia (e alla scadenza) il pass viene revocato.

Il green pass per viaggiare nella Ue

Il green pass serve per poter riprendere a viaggiare nella Ue. Si dovrà esibire per viaggiare tra i 27 Paesi membri della Ue, più Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera. Infatti il certificato italiano, al quale si può accedere da ieri, dal primo luglio sarà valido come Eu digital Covid certificate in tutti i Paesi dell’Unione europea.

A cosa serve in Italia

In Italia il green pass è necessario anche per partecipare a eventi sportivi, spettacoli, concerti, feste e matrimoni e per andare a ballare in discoteca (sempre se arriverà la decisione di farle riaprire il primo luglio). Per questa ragione il Dpcm varato ieri autorizza al controllo del possesso del certificato non soltanto pubblici ufficiali e “vettori aerei, marittimi e terrestri”, ma anche i gestori di pubblici esercizi e strutture ricettive e il “personale addetto al controllo delle attività di spettacolo in luoghi aperti al pubblico”.

Il green pass per le visite nelle Rsa

Infine il certificato verde è obbligatorio anche per chi voglia far visita agli ospiti delle strutture sanitarie per anziani, le cosiddette Rsa. Lo aveva stabilito con un’ordinanza firmata a maggio il ministro della Salute Roberto Speranza. Si entra con il green pass anche a fiere (autorizzate dal 15 giugno), convegni e congressi (che possono essere organizzati dal primo luglio).

Per l’assistenza tecnica per richiedere il green pass si può chiamare il Call center 800 91 24 91 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20) o mandare una mail a cittadini@dgc.gov.it. Per informazioni su aspetti sanitari si può chiamare invece il numero di pubblica utilità 1500 (attivo tutti i giorni 24 ore su 24).

Ludovica Colli



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7 Commenti

  1. cosa serve? citazione Cetto “A nu cazzu” . serve a ingrassare la digitalizzazione di quelli che parlano in glese sui siti web, internet Italia , la PA , insomma i soliti dei 5 scemi , messi a fare la stampella del pd , sezione internet -web una specie di guadrdiani della rete : ci dicono cosa mangiare,leggere pensare viaggiare ammalarci! Ecco Primato la Verità vera!

  2. Posto che ex art. 32 Costituzione la salute è un diritto soggettivo (spetta all’individuo esercitarlo se lo ritiene) comma 2 del medesimo articolo visto parimenti l’art. 13 Cost. egualmente violato (vedasi ordinanza Cassazione 18222/2019 l’obbligo del Green Pass viola il diritto al libero arbitrio costituzionalmente garantito e viola pure l’art. 3 Costituzione posto che discrimina chi è vaccinato da chi non lo è e le discriminazioni sono vietate.
    Purtroppo al Quirinale abbiamo un informatore del farmaco anziché un Presidente che firma qualsiasi porcata incostituzionale.

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