Roma, 29 lug – Quanto è cool essere green se non si è poors. L’infante paladina dell’ambientalismo Greta Thunberg si rifiuta di prendere l’aereo, terribile mezzo di trasporto simbolo della sciocca malvagità umana che infesta i cieli sempre meno blu. Ordunque one solution revolution, ma causa oceano di mezzo Grazielle e bici elettriche non sono funzionali. L’unica possibilità ecologica per recarsi al vertice Onu in quel di New York, è la silenziosa e ancor più trendy barca a vela. Al mercatino equo solidale di Stoccolma non è però facile da scovare, forse si potrà reperire in qualche porto scandinavo da raggiungere inderogabilmente pattinando tra i ghiacci (al bando le inquinanti motoslitte), ma certo, sarebbe ancor più auspicabile un gentile regalo da nobiluomini.

“Sono o non sono una signorina?”. Avrà pensato l’eroina (etimologia latina) dei vip hippy ultrà del terzo millennio. I sogni son desideri ma vietato vietarli perché, come per magia, eccone uno realizzato. Il principino azzurro è arrivato prima di mezzanotte per scarrozzare la bionda Cenerentola. “Buone notizie! Andrò al vertice delle Nazioni Unite sul clima a New York, alla Cop 25 a Santiago e ad altri eventi lungo la strada. Mi è stato offerto un passaggio sulla barca a vela Malizia II. A metà agosto saremo in viaggio attraverso l’Oceano Atlantico dalla Gran Bretagna a New York”. Così Greta ha esultato (ah, l’irrefrenabile gioia della gioventù) una volta appresa la notizia.

La barca del principe


Sì perché la “Prince Alberto II of Monaco Foundation”, ovvero la fondazione del principe di Monaco, le ha messo a disposizione una leggiadra imbarcazione da regata. Insieme alla principessina a tempo sprecato, solcheranno l’Atlantico suo padre Svante Thunberg, il regista Nathan Grossman, che coglierà l’occasione per girare un imperdibile documentario sulla traversata, lo skipper Boris Herrmann e ovviamente lui, il principino azzurro Pierre Casiraghi, terzo figlio della principessa Carolina di Monaco nonché marito di Beatrice Borromeo. Il buco dell’ozono è un bel problema insomma, ma non si può dire che renda la vita difficile a tutti. E allora via, verso Manhattan e oltre, “col cielo stellato sopra di me e la legge moralista dentro di me”. Poveracci che non siete altro.

Eugenio Palazzini

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10 Commenti

  1. Questo articolo è vergognoso, di parte e assolutamente pigro nella lettura dei fatti. È comunque un gesto simbolico e si sta comunque parlando in certi toni di una ragazzina. Se si devono descrivere così i fatti tanto vale aprirsi un blog

    • Discutibile. Rimane il fatto che le soluzioni al cambiamento climatico non sono né le assemblee/cortei né tantomeno il “non viaggiare” in aereo. Eliminare la componente avionica non mi sembra una ottima soluzione per salvaguardare il nostro pianeta. Più fatti, meno parole.

  2. ….ma la Contessa Pia Serbelloni Mazzanti Vien dal mare,fare parte del nobilmente fantozziano equipaggio,oppure si acconterà di esprimere un saluto circondata da “stock di poveri” (cit.) e dalle consuete “classi subalterne” (cit.) ?

  3. Spero in un’avaria al.timone così forse è la volta buona che ci togliamo dalle balls la gretina. Farsi prendere.per il.kulo da una famiglia svedese non ci penso proprio tutte queste fondazioni che l’hanno.eretta a paladina si dovrebbero vergognare, loro tutti laureati professori geni (incompresi ) che si fanno dare la lezionCina da na ragazzina indottrinata solo.per fare soldi. Tutta sta telenovella per cose che sappiamo da 30 anni e adesso ci voleva sta Gretina dalla Svezia? A Gretina vai a scuola e non ci rolpere i cojoni

  4. Non ha più bisogno di andare a scuola. La ” laurea”, o addirittura, in aggiunta, altre ” lauree “onoris causa” “, sono già nel programma di Mr. Soros & sodali, pertanto garantite al limone! Il futuro della “gretina” è già programmato in ogni dettaglio. Come, del resto, quello della “carola” e di chi si presta alla causa del mondialismo vendendo i propri concittadini e i propri compatrioti. Gretina può guardare al futuro con occhiali rosa. Le spese, notevoli, se non insostenibili, per farle avere una carriera brillante ben oltre il dovuto, da persone normali, (leggi: “classi subalterne”), sono, per certi megacapitalisti, una manciata di spiccioli, e neppure centesimi di dollaro, ma di copechi.

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