Roma, 14 mar – Questa mattina pressoché tutti i quotidiani online si sono scatenati contro il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi (Lega), reo di aver commesso una gaffe sulla Spagna, considerata dall’economista tra i Paesi fondatori dell’Ue. La puntata di ieri di Otto e Mezzo, in ogni caso, si è contraddistinta – more solito – per i continui deliri della conduttrice Lilli Gruber, nonché per il becero tentativo di imporre, senza alcuno scrupolo di dignità, la verità del pensiero unico dominato (non dimentichiamoci che alle urne gli armigeri del globalismo hanno accumulato negli ultimi anni soltanto sonore sconfitte).

Pensiero unico targato Gruber

Tra gli ospiti in studio, non c’è traccia, come sempre, di un altro rappresentante o sostenitore della maggioranza di governo: oltre a Borghi, in studio ci sono Massimo Nava (editorialista del Corriere) e Marianna Aprile (giornalista di Oggi); naturalmente, c’è sempre la Gruber, che dibatte insieme agli ospiti e li mette a tacere allorché osino mettere in discussione il Ministero della Verità.

Si parte dalla problematica questione della nomina del vicepresidente dell’Inps dopo il rifiuto di Mauro Nori. Scontato il passaggio al tema di quota 100, sulla cui sostenibilità Borghi rassicura, ricordando che chi ne usufruirà dovrà rinunciare a una porzione variabile di assegno, in ragione dei minori contributi versati. Al settimo cielo la Gruber, che sghignazza: «Finalmente uno della Lega ammette che ci saranno penalizzazioni». Borghi prova a spiegare che non si tratta di penalizzazioni, ma del normale esito di un sistema contributivo, ma viene subito messo a tacere: «No, no-no-no-no-no-no, non riapriamo».

Quindi è il turno del memorandum con la Cina. Nel corso della discussione, un assoluto capolavoro della conduttrice. Borghi nomina il sottosegretario Rixi, Lilli la rifatta lo interrompe per puntualizzare «che si pronuncia Risgi». Ma lo show non finisce mica qui: Borghi la corregge, lei continua «No, io credo che sia Risgi, perché credo che sia sardo». «No, è genovese», ribatte Borghi. Secca la replica dell’arrogante conduttrice: «Ma è di origine sarda». Superfluo dire che Rixi è genovese e leghista doc, e che la pronuncia non è così complicata come pare alla Gruber.

La presunta gaffe di Borghi

Tema successivo è quello dell’Unione Europea. Borghi ricorda in studio che l’Italia è contributore netto dell’Ue e lo sarebbe anche qualora venissero spese tutte le risorse a noi destinate, che invece facciamo fatica o siamo incapaci di spendere. L’economista chiede conferma alla Gruber, in quanto ex parlamentare europeo. «È assolutamente vero…» inizia la conduttrice: telespettatori e ospiti in studio sono sconcertati: ma sta davvero dando ragione a un leghista? L’illusione dura poco: «…che noi non riusciamo a spendere, per nostre manchevolezze, i soldi che sono messi a disposizione da parte dell’Ue». Poi continua: «Noi paghiamo perché siamo un Paese fondatore e tutti i Paesi fondatori sono contributori netti». Segue la presunta gaffe di Borghi: «Non è vero, perché la Spagna è un Paese fondatore e non è contributore netto». La Gruber lo invita a studiare, perché la Spagna non sarebbe tra i fondatori dell’Ue. Borghi però precisa: il riferimento è alla Unione Europea dei dodici, nata con Maastricht e tra i cui fondatori risulta anche la Spagna; la conduttrice si riferiva invece alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Ha invece sicuramente torto la Gruber quando afferma che tutti i Paesi fondatori (che per lei sono quelli della Ceca) sono contributori netti: nel caso di Belgio e Lussemburgo è vero infatti il contrario.

C’è poi un breve passaggio sulla Brexit e sulla Gran Bretagna, che, secondo la Gruber, «sta in un casino tremendo». Borghi replica: gli indicatori da consultare per capire se un Paese è ‘in casino’ o no sono disoccupazione, PIL e reddito pro capite, tutti più che positivi in questo momento per Londra, soprattutto per quanto riguarda la disoccupazione (al 4%, minimo storico). La conduttrice si infuria con Borghi che consulta il cellulare per comunicare i dati precisi e sentenzia: «Vorrei ricordare che la Gran Bretagna è stato, è ancora, fin quando non sarà finita questa specie di calvario, un fondatore e un membro importantissimo dell’Unione Europea». Ma come? I Paesi fondatori non erano quelli della Ceca? Ma non è finita qui. La Gruber legge a suo modo i dati: i dati sono positivi perché la Gran Bretagna è ancora nell’Ue. Ma come? Non era in un casino tremendo?

Giuseppe Scialabba

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5 Commenti

  1. La gruber…………comunistoide sorosiana,autoreferenziale, inadeguata,impreparata ed arrogante……… Oramai una caricatura della perfetta comunista , serva del sistema cattocomunista piddino……….solo a skypd24 si vede roba peggiore che a la 7………..forse,il terribile duo floris e formigli ,in alcuni momenti , provoca più rigurgiti della gruber……………o forse no…………sempre di cortigiani sinistrorsi stiamo parlando.

  2. Devo fare una precisazione : la Ceca fu istituita con il trattato di Parigi nel 1951,e sottoscritta da Italia Francia Germania Occidentale Belgio Paesi Bassi e Lussemburgo. La CEE invece fu istituita nel 1957 con il trattato di Roma, e sottoscritta dai medesimi paesi. Quindi la gaffe di Borghi non è ” presunta” ma vera

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