“Resistenza contro una nave da guerra”

Gli avvocati dell’attivista no border tedesca hanno ribadito che con la motovedetta “non c’è stato alcun contatto”, contestando l’accusa formulata contro la loro assistita di “resistenza contro una nave da guerra”, provando a sostenere che tale dicitura – nave da guerra – non possa essere applicata all’imbarcazione della Guardia di Finanza. I legali della Rackete non hanno inoltre perso l’occasione di attaccare il governo italiano: “L’immigrazione è un fenomeno epocale e bisogna decidere se vanno messe avanti le vite umane o un interesse nazionale che, in questo caso, non si capisce bene quale fosse. Il decreto sicurezza bis? È una misura incomprensibile che non si preoccupa delle esigenze della tutela della vita umana, perché lasciare fuori dal porto una nave in condizioni di estrema necessità viola le norme internazionali”.

In Germania i vip si mobilitano per la Rackete

Intanto in Germania migliaia di persone si stanno mobilitando per Carola Rackete. Anche alcune star della tv tedesca hanno fatto appelli in favore della “capitana”. Sono stati già raccolti oltre 300 mila euro per sostenere le spese legali della ragazza, che rischia una condanna dai 3 ai 10 anni di carcere.
Davide Di Stefano

3 Commenti

  1. Però i “VIP” tedeschi non se li prendono i negranti!… Questi “VIP” , tedeschi o appartenenti a qualsiasi altro stupidissimo paese, andrebbero sottoposti al trattamento riservato, a suo tempo, ma sempre validissimo e costituente “lingua internazionale”, a una “premiere dame” che aveva nome : Maria Antonietta.

  2. Sai cosa ce ne frega a noi se “carola” e i suoi negranti stanno bene…!…?… Io personalmente starei meglio a sentire un TG in cui si comunicasse che la lurida bagnarola di “carola” fosse stata affondata a cannonate. Sopravvissuti: nessuno.

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