Roma, 25 mar – Igor il russo è stato condannato all’ergastolo. Per Norbert Feher, 38 anni, il gup Alberto Ziroldi ha deciso il massimo della pena. Il killer serbo, detenuto in Spagna, è stato processato in videoconferenza a Bologna per gli omicidi del barista Davide Fabbri e della guardia ecologica Valerio Verri.

Volto impassibile

Ricordiamo che l’arresto di Feher avvenne in Spagna a dicembre 2017, dopo una latitanza di otto mesi. Da quel momento “Igor” è detenuto nel carcere di Saragozza. Il killer ha ascoltato impassibile la lettura della sentenza, arrivata dopo due ore e mezza di camera di consiglio. “Non ha detto niente, ha solo ringraziato per il lavoro svolto”, ha detto l’avvocato Gianluca Belluomini, che lo assiste e che ha annunciato il ricorso in appello. L’uomo era imputato per gli omicidi di Fabbri e Verri, avvenuti l’1 e l’8 aprile 2017 a Budrio (Bologna) e Portomaggiore (Ferrara). Presente in aula anche Maria Sirica, vedova del barista Davide Fabbri.

“Uccisi dallo Stato”

Sirica, riferendosi al fatto che il serbo era stato precedentemente espulso dall’Italia, non ha dubbi sulle responsabilità dei due omicidi: “Chi lo ha ammazzato non è stato Igor, ma è stato lo Stato, perché questa persona non doveva essere qui in Italia”.
“Non è giusto che una persona viene nel locale e può ammazzare le persone. Non è giusto. Mi ha lasciato un trauma. Io non ce la faccio più”, ha dichiarato Sirica. “Lo volevo vedere da vicino per dirgli un po’ delle mie cose che ho dentro. Perché non è giusto che una persona viene a fare una rapina e deve ammazzare le persone. Qui siamo in Italia e tutto è permesso“, ha dichiarato la vedova al termine dell’udienza.

Cristina Gauri

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