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Padova, 14 feb – L’8 gennaio scorso aveva completamente distrutto l’ufficio postale di Piove di Sacco (Padova), causando decine di migliaia di euro di danni, perché l’impiegata dello sportello gli aveva comunicato la sospensione del sussidio di cittadinanza che regolarmente percepiva. Il 39enne marocchino, senza fissa dimora e con precedenti aveva mandato in frantumi la vetrata dell’ufficio, facendo schizzare schegge di vetro ovunque. Poi era passato a devastare i computer e buttare per aria gli scaffali; non pago, era uscito, sempre brandendo il piedistallo, scagliandosi sul monitor del Bancomat distruggendo anche quello. Nonostante l’entità dei danni, pur avendo messo a rischio l’incolumità delle persone presenti nell’ufficio al momento, l’immigrato era stato raggiunto da una semplice denuncia a piede libero per danneggiamento e interruzione di pubblico servizio,  tornare all’appartamento privato che stava occupando abusivamente da giorni.

Ebbene, ora Abdelouahed Atourabi, il protagonista della vicenda, è tornato a far parlare nuovamente di sé. Un’indagine della Guardia di Finanza, infatti, ha rivelato che l’immigrato stava percependo indebitamente da dieci mesi, cioè dall’aprile 2019, un assegno di 496,5 euro per un totale di 4.469,2 euro. Le Fiamme gialle hanno pertanto disposto la sospensione dell’erogazione del sussidio. Nel frattempo Atourabi continuava a terrorizzare Piove di Sacco: solo qualche giorno fa aveva tirato una bottigliata in testa alla commessa di un supermercato che lo aveva sorpreso a bere una bottiglia di liquore presa da uno scaffale. I consiglieri comunali della Lega, a questo punto, hanno chiesto l’espulsione dal territorio italiano del magrebino, incontrando l’ostilità del sindaco dem del paesino.

Così ha commentato il consigliere regionale Baron (Lega): “Condivido in pieno l’iniziativa degli amministratori della Saccisica che hanno chiesto l’espulsione del marocchino violento che da troppo tempo imperversa a Piove di Sacco. Ricordo però a chi oggi fa sterile polemica, come la sicurezza non appartenga ad un partito o ad un Sindaco, ma a tutti gli amministratori di buona volontà che hanno a cuore i cittadini e la loro sicurezza”.

Cristina Gauri

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