Roma, 26 set – È una giornata di sconforto per tutti quei radical chic e sinistrati vari che vedono realizzarsi i loro peggiori incubi con la vittoria alle elezioni di Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. Non è da meno la giovane cantante Francesca Michielin, che dal suo twitter ha lanciato il suo personale buongiornissimo in salsa antifascista ed inclusiva: «Oggi inizia la resistenza. Buongiorno a tuttз».

Quella strana idea di democrazia della Michielin

Che in democrazia ci sia un’alternanza fra destra e sinistra deve suonare strano a qualcuno. La disperazione in cui queste elezioni hanno gettato la sinistra italiana ne è l’ennesima prova. Così anche un personaggio del mondo dello spettacolo come la Michielin si lascia andare a dichiarazioni che, se prese sul serio, sarebbero abbastanza pesanti. Nel mondo irreale dei social network le parole non hanno peso, ma richiamarsi alla resistenza significa richiamarsi alla lotta armata, al diritto di poter sparare al proprio avversario politico perché fascista o più banalmente perché non si è d’accordo con lui.

Il paese reale e gli influencer

Come fa notare qualche utente nei commenti, le parole della Michielin hanno poco di democratico e sono una sostanziale delegittimazione del voto popolare. Così qualcuno le fa notare: «È un vero peccato il fatto che non si riesca ad accettare il fatto che la gente, in maniera democratica, abbia espresso la propria volontà». Affermazione a cui la cantante risponde richiamandosi ad una non meglio specificata memoria: «Allora va accettato che la gente abbia cancellato la memoria? No, io non lo accetto». Anzi, mette in dubbio la stessa validità delle elezioni: «Sì certo, “il voto degli italiani”: pensa a quanti fuorisede non hanno potuto esprimere il loro voto, e pensa a quante persone nascono in Italia, parlano italiano, lavorano qui e non possono votare. Il paese non è reale». Farsi raccontare il paese reale da chi è distante anni luce da esso suona abbastanza ironico. E infatti la Michielin fa una lista di luoghi comuni piuttosto irrealistici, come se gli studenti dovessero per forza essere di sinistra, così come gli immigrati, o indicando un problema di cittadinanza per gli italiani di seconda generazione che è invece inesistente.

Michele Iozzino

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

Commenta