Roma, 4 gen – Il netto calo degli sbarchi dovuto alla stretta governativa attuata con i cosiddetti “porti chiusi” ha determinato un crollo sensibile delle domande di asilo in Italia. Il decreto sicurezza, adesso divenuto legge, sembra poi già contribuire al crollo in atto. A renderlo noto è il Viminale, secondo cui a dicembre le domande sono state 2.753, pari al 27% in meno rispetto alle 3.784 di novembre. Al contempo, sempre secondo quanto rivelato dal Viminale, aumentano le richieste d’asilo respinte: 5.870, pari all’82% del totale. Ad ottobre erano il 74%.

La protezione umanitaria è scesa inoltre ai minimi storici: a dicembre è stata infatti concessa soltanto al 3% dei richiedenti (236 persone), a fronte del 5% di novembre e del 13% di ottobre. I dati indicati dal Viminale palesano dunque un repentino taglio al fronte dell’accoglienza, decisamente in crisi con i provvedimenti attuati dal governo in carica. A questi numeri si devono necessariamente aggiungere quelli relativi alla diminuzione generale degli arrivi di immigrati in Europa. Secondo l’Unchr (l’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati), nel 2018 si è infatti verificato un calo sostanziale degli sbarchi: rispetto al 2017 circa 50 mila persone in meno sono arrivate sulle coste del Mediterraneo.

Ma, sempre come fatto notare dall’agenzia Onu, è cambiata anche la principale destinazione di arrivo, che adesso è la Spagna e non più l’Italia. Nel corso del 2019 sono sbarcati nella nostra nazione 23.371 immigrati, contro i 119.269 del 2017. In Spagna ne sono arrivati più del doppio: 55.756. L’Italia è passata in un anno dal primo al terzo posto del “podio” europeo. Per numero di sbarchi ci precede, e non di poco, anche la Grecia: 32.497 migranti nel 2018. Dai dati forniti dal ministero dell’Interno italiano è emersa inoltre anche la drastica riduzione degli arrivi di minori non accompagnati, -77,6% nel 2018, passati per l’esattezza dai 15.779 del 2017 ai 3.536 del 2018.

Sarebbe inoltre quasi superfluo far notare che a fronte dei minori tentativi di sbarco sono diminuiti anche i morti nel Mar Mediterraneo. Considerati però i piagnistei buonisti e i recenti attacchi dei sindaci “di sinistra”, è quantomeno d’uopo precisarlo. Nel 2018 si sono verificati circa mille decessi in meno rispetto al 2017: 2.262 a fronte dei 3.139, -28%. Certo, si tratta ancora di numeri impressionanti, ma dovrebbero servire quantomeno a far pensare chi sostiene di “salvare vite umane” aprendo i porti e le porte dell’Europa agli immigrati.

Eugenio Palazzini

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