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A Parma un efferato omicidio manda in frantumi il modello multiculturale. Sinistra locale e prefetto dell’accoglienza a tutti i costi non sembrano però accorgersene

Parma, 8 dic – Cosa succede se il modello che da anni si dipinge come unico scenario possibile va in frantumi?

RossoParma è un quotidiano online appartenente alla sinistra un po’ snob, un po’ movimentista e un po’ al caviale e che riesce ad essere, allo stesso tempo, voce della frangia dei centri sociali parmigiani e Huffington Post della situazione. La testata è già balzata agli onori delle cronache quando, nel marzo scorso, a seguito di uno stupro di gruppo avvenuto nella sede della Rete antifascista di Parma, si sperticò in un articolo il cui sottinteso voleva essere la difesa degli autori del vile gesto, attraverso anche l’uso di oscuri riferimenti al fatto che il principale mezzo d’informazione cittadino sia di proprietà della Confindustria locale. Non paghi della (poco invidiabile) meta, il copione si ripete in occasione della drammatica vicenda dell’omicidio della giovane Alessia Della Pia, massacrata in casa dal convivente tunisino la scorsa domenica. Notevole e agghiacciante il tentativo di nascondere fino all’ultimo, nonostante fosse già tutto praticamente noto, l’identità dell’autore del gesto. Salvo poi fare marcia indietro quando ormai il particolare non si può più nascondere.


“Straniero o italiano…che insignificante distinzione”, leggiamo. E’ vero, il dato della nazionalità dell’omicida forse è solo mera cronaca. Diventa però aspetto dirimente della questione nel momento in cui si scopre che il soggetto era pregiudicato, con trascorsi in carcere per rapina e già due provvedimenti di espulsione sulle spalle.

E qui entra in gioco anche il prefetto di Parma. La scorsa estate, in occasione di un dibattito pubblico sull’apertura di un centro d’accoglienza presso una frazione della città ducale, arrivò infatti a dichiarare l’insussistenza del legame fra immigrazione e criminalità, dicendosi pronto a prendersi le sue responsabilità in caso contrario. Il momento sembra essere arrivato, visto che un soggetto pericoloso, che neanche doveva trovarsi in Italia, era libero di risiedere – con tanto di nome sul campanello dell’abitazione della sfortunata vittima – nella sua provincia, della quale il prefetto è (rectius: sarebbe?) prima autorità di pubblica sicurezza.

Brutto risveglio quando l’incubo della realtà non combacia con il fantastico modello multiculturale dell’accoglienza. Il problema è che poi, a pagarne le conseguenze, sono sempre degli innocenti.

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2 Commenti

  1. Come la costruzione dei vari socialismi ha richiesto un plurimilionario sacrificio umano, ora il nuovo sol dell’avvenire multietnico esige il suo tributo di sangue, di tenebre e oblio indentitario. Migranti di tutto il mondo unitevi! E se la realtà non si piega al verbo, tanto peggio per la realtà.

  2. 2+2=4 ma per chi ci governa da anni e chi dice di far politica per gli interessi dell Italia e della fantomatica Europa ,ormai la matematica è diventata un opinione

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